Arriva il via libera della Banca centrale europea alla fusione tra Mps e Mediobanca. Era un passaggio procedurale atteso dal gruppo di Siena, al quale se ne aggiunge un altro forse anche più atteso: il disco verde dell’istituto di Francoforte, con valutazione positiva al termine della procedura Fit and Proper, alla cooptazione di Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi tra i non eletti nella lista della minoranza. Proprio i ritardi nella procedura di cooptazione avevano acceso le proteste delle minoranze, che si erano scontrate con l’amministratore delegato, Luigi Lovaglio, al quale veniva contestato di avere rallentato le procedure in un momento cruciale del risiko bancario. Il contesto è quello di un consiglio molto diviso, frutto anche di un’assemblea degli azionisti che aveva sì portato al ritorno in sella di Lovaglio ma anche a un risultato che aveva assegnato una parte cospicua delle preferenze alla lista che appoggiava come ceo Fabrizio Palermo, il quale si è dimesso - mentre Carlo Vivaldi è decaduto - ormai all’inizio di maggio. A oggi sono passati 120 giorni, mentre la durata delle procedure Fit and Proper della Bce solitamente durano meno. L’istituto senese si era difeso affermando che i tempi dipendevano solamente dall’autorità di vigilanza, mentre la documentazione sarebbe stata depositata a inizio giugno.
Sta di fatto che ora la situazione - come anticipato da Milano Finanza - pare finalmente sbloccata e all’inizio della prossima settimana il board di Siena si riunirà per certificare la cooptazione dei consiglieri Caltagirone e Brancadoro riportando i compenenti del board a 15 elementi. Verso la metà della prossima settimana Mps dovrebbe inoltre portare in Consob i documenti di offerta per Banco Bpm e Banca Generali, dopo aver fatto istanza alle varie autorità coinvolte, tra cui Bce, Bankitalia, Ivass, Antitrust e il governo per i profili di Golden Power. Operazioni che attendono ancora il via libera dell’assemblea straordinaria degli azionisti di Siena (in calendario il 29 ottobre), considerato che la banca è sottoposta a passivity rule dal momento in cui Intesa Sanpaolo ha lanciato la sua offerta di acquisto e scambio su Rocca Salimbeni. Ca’ de Sass, intanto, giovedì riunirà l’assemblea dei soci per approvare l’aumento di capitale a servizio della sua offerta. Un vantaggio nei tempi che mette il gruppo guidato da Carlo Messina nella posizione di favorito per spuntarla nel confronto con il rivale Lovaglio.
