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Banche

Raffica di “no” per Mps. Intesa opziona la vittoria

Dopo Delfin e Benetton, anche Caltagirone voterà contro nell’assemblea del 29 ottobre e Agricole respinge le nozze. Il piano di Lovaglio finisce all’angolo

Un aumento su misura per i fondiLa ricapitalizzazione da 5 miliardi che parte lunedìil retroscenaL'operazione azzera i vecchi soci che non aderiranno

Se il piano di Luigi Lovaglio era appeso a un filo, da ieri l’idea di acquisire Banco Bpm e Banca Generali con una doppia offerta è tramontata. Anche la Fgc, la holding del gruppo Caltagirone, azionista con il 13,5% di Mps, ha detto che all’assemblea del 29 ottobre boccerà le proposte del banchiere lucano. Un «no» atteso, ma che insieme a quelli di Delfin (17,5%), Benetton (1,45%) e il fondo Praude (0,72%) condanna Lovaglio anche con la matematica. Al banchiere lucano servirebbe il 66,67% dei voti presenti, una soglia che a questo punto non è più raggiungibile. Sempre nella giornata di ieri anche il primo azionista di Banco Bpm, il Crédit Agricole, ha rispedito al mittente la proposta di integrazione con l’istituto di Piazza Meda rendendola di fatto una via non più percorribile.

Siena nel frattempo continua a tacere, eccezion fatta per un comunicato che annunciava di aver ricevuto da parte di Ivass l’autorizzazione all’acquisizione da parte di Mediobanca Premier di una quota superiore al 10% di Assicurazioni Generali, un passaggio formale nell’ambito dell’integrazione con Piazzetta Cuccia. Il prossimo consiglio d’amministrazione è in calendario per giovedì prossimo, quando i vertici di Rocca Salimbeni dovranno decidere se trarre le conclusioni considerando il posizionamento dei suoi soci, oppure provare comunque a portare le proposte in assemblea, magari puntando a rinviarla per mettere sul piatto un «piano B». Le ipotesi sul tavolo non sono tante: sui mercati era circolata la voce di una super cedola da ricavare attraverso la cessione dell’intera quota di Generali (il 13,3%) e la distribuzione del capitale in eccesso. L’alternativa è quella di un cavaliere bianco, con voci di una possibile mossa di Generali su Banca Generali. Ma entrambe al momento non trovano riscontri ufficiali. Certo il cda avrà il compito di verificare tutti i vari scenari.

Ieri è stata anche la giornata delle reazioni. Il presidente di fondazione Cariplo, Giovanni Azzone, riguardo alle dichiarazioni dei soci di peso di Mps ha dichiarato che «votare contro» significa «allargare il sostegno all’Opas di Intesa Sanpaolo, non possiamo che accogliere con soddisfazione questa decisione». Cariplo è un importante azionista del gruppo guidato da Carlo Messina. «L’Opas di Intesa su Mps va nella giusta direzione. Siamo pronti a collaborare con i nuovi soci», gli ha fatto eco Marco Gilli, presidente della Compagnia di San Paolo, l’altro grande azionista di Ca’ de Sass. Intanto ieri Unipol ha esercitato la delega per l’aumento di capitale da 2,5 miliardi da utilizzare per acquisire metà delle filiali di Mps, come previsto dagli accordi con Intesa.

Generali fa invece sapere di aver avviato We Share 3, la terza edizione del piano di azionariato rivolto ai dipendenti del gruppo.