Ieri a mezzanotte sono scaduti i tempi supplementari di Unicredit agli azionisti di Commerzbank. I risultati ufficiali saranno diffusi l'8 luglio, ma le indicazioni raccolte sul mercato convergono su adesioni intorno al 15%, in crescita rispetto al 12,5% stimato la scorsa settimana. Sommandole al 26,7% già detenuto, al 3,22% di derivati con diritto di voto e al 13,2% di derivati regolati in contanti, l'esposizione complessiva supererebbe il 58 per cento. Ai fini dei diritti di voto, tuttavia, la quota rilevante resterebbe intorno al 45%, comunque sufficiente per garantire a Unicredit il controllo della governance della banca tedesca.
Ad aprile 2027 l'istituto di Piazza Gae Aulenti potrebbe prendere il comando del consiglio di sorveglianza, seppure di misura. In mezzo, un lungo iter che però, ormai, sembra già segnato. La Bce avrà fino a 90 giorni per autorizzare Unicredit a superare il 30% del capitale di Commerzbank
e, fino ad allora, la banca non potrà incrementare ulteriormente la propria partecipazione. In questo frangente è probabile che i fondi passivi tendano a ribilanciare le proprie posizioni. Dopo il via libera di Francoforte, la banca italiana potrà acquistare liberamente azioni di quella tedesca sul mercato senza dover lanciare una nuova offerta. Diverso è il caso delle operazioni fuori mercato: se entro dodici mesi dall'Ops acquistasse azioni o stipulasse nuovi derivati a un prezzo superiore a quello dell'offerta, dovrebbe riconoscere la differenza in contanti agli azionisti che hanno aderito. Trascorso un anno, questo obbligo decadrà. A primavera del 2027 si misureranno, comunque, le forze in assemblea con il management attuale e con il governo tedesco (12,5%). Resterebbero fuori dal perimetro delle adesioni anche il 16% di azionisti retail tedeschi, il 4,1% di azioni proprie e un 17% di fondi passivi i quali potrebbero decidere una revisione dei portafogli solo a operazione chiusa.
Unicredit potrebbe esprimere 10 consiglieri su 20 nel consiglio di sorveglianza, che sarà rinnovato nel 2027 e che a sua volta poi dovrà eleggere il consiglio di gestione. Tra i 10 consiglieri, potrebbe esprimere anche il presidente, il cui voto vale doppio in caso di parità. Un passaggio decisivo per procedere, successivamente, alla nomina del nuovo management e all'avvio del piano di rilancio elaborato dal ceo Andrea Orcel, basato sulla strategia Unlocked, con interventi di efficientamento, investimenti tecnologici e razionalizzazione organizzativa.
Nel frattempo, il titolo Unicredit ha archiviato la seduta in Piazza Affari con un +0,10% a 81,96 euro, dopo il rally di giovedì, segnando in apertura un nuovo massimo a 82,50 euro. Negli ultimi sei mesi la performance è stata del +15,3% con l'offerta che resta a premio del 5,3 per cento.
Le azioni ieri hanno beneficiato anche dell'onda lunga del pacchetto di riforme strutturali annunciate da Berlino: secondo un report di Equita, infatti, la banca di Orcel è una delle società della Borsa milanese che più potrebbero beneficiare delle misure varate dal governo Merz.