Dalla basilica di San Petronio alla metropolitana milanese

Anche due anni fa scattò l’allarme terrorismo. A Bologna e ancora a Milano. Le indagini delle Procure rivelarono progetti di attentati nella basilica di San Petronio nel capoluogo emiliano e in una stazione della metropolitana milanese. Due azioni sventate di cui parlò anche l’allora ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu. Entrambi i progetti, tuttavia, non si trovavano ancora nella fase operativa, erano un’idea, ma non ancora un piano. Era l’aprile del 2006.
A quel tempo gli inquirenti avevano fatto richiesta di rogatoria alle autorità marocchine per potere sentire due presunti terroristi - uno era un tunisino che viveva a Milano - sui rischi di un attacco terroristico nel nostro Paese. Emerse che Bologna non era stata scelta a caso. Nella Basilica di San Petronio, che sorge su Piazza Maggiore, è infatti esposto l’affresco di Giovanni da Modena, risalente al 1415, che raffigura una scena del ventottesimo canto dell’Inferno di Dante in cui Maometto appare nudo tra gli idolatri: immagini ritenute fortemente blasfeme dagli integralisti islamici. E qunidi da colpire senza pietà, nella terra del nemico «infedele».
Degli attentati a Bologna e Milano - da compiere prima delle elezioni politiche - aveva parlato anche il quotidiano marocchino «Al Alam».

E proprio il giornale aveva riportato le dichiarazioni del tunisino residente a Milano, secondo il quale gli obiettivi scelti per gli attentati in Italia erano appunto «una chiesa a Bologna» e «una stazione della metropolitana a Milano». Poi per un po’ silenzio. Fino ai due arresti di ieri

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