L’Olimpia Milano inaugura la nuova stagione proprio come aveva chiuso la precedente: alzando un trofeo. Alla Nova Arena di Tortona, l’Armani di coach Poeta, dopo aver dominato la Virtus Bologna in semifinale, ha battuto anche la Reyer Venezia (94-87 dts) per alzare la sua 7ª Supercoppa della sua storia, che la porta da sola in testa all’albo d’oro della competizione.
Sembrava un’altra pratica sbrigativa, come quella archiviata sabato contro la Virtus Bologna, per i campioni d’Italia che, a metà del primo tempo, volano sul +19 (33-14), con Wright a giganteggiare nel pitturato lagunare. Poi la benzina è finita, all’improvviso, e Venezia, possesso dopo possesso, ha ricucito il gap, tanto da arrivare a 28 dalla sirena finale avanti 79-77, dopo la pazzesca tripla di Watson. Momento di massima criticità per l’Armani e allora ecco il suo guerriero prendersi la squadra: rimbalzo offensivo (dopo l’errore di Guduric), fallo subito e 2/2 dalla lunetta per portare la partita al supplementare, dove i biancorossi stringono le maglie in difesa e, con i liberi, spengono i sogni di gloria della Reyer.
Peppe Poeta diventa il 2° coach più giovane di sempre (41 anni) ad alzare al cielo tutti e tre i trofei nazionali, ma il lavoro da fare è ancora molto e lo sa: «Come è normale che sia, in preseason ci sono alti e bassi. Succede, dobbiamo lavorarci, bravi a riprendere il filo della partita, poi in overtime abbiamo fatto le scelte giuste con i giocatori giusti». Se Wright (MVP della competizione) e Peters possono far sorridere, il calo d’intensità della ripresa è un brutto campanello d’allarme. Inoltre, la cabina di regia rimane il reparto nevralgico: luci ed ombre per Thompson, Cole - preferito in rotazione a Mathews - poco convincente, con il figliol prodigo Hall e Guduric ad orchestrare le manovre. Adesso riposo per l’Olimpia, che venerdì farà visita al Partizan Belgrado per il primo round di Eurolega.
