Bill Clinton guidava gli Stati Uniti, a Palazzo Chigi sedeva Silvio Berlusconi e in Italia si usava ancora la lira. Era il 1994 e la Nazionale di basket femminile giocava il suo ultimo Mondiale. Poi, un digiuno durato trentadue lunghi anni. A Berlino comincia la rassegna iridata 2026 e le azzurre questa volta ci saranno, reduci dal bronzo europeo conquistato un anno fa. Le ragazze di coach Capobianco sono inserite in un girone di ferro con le finaliste del 2022: gli Stati Uniti di Caitlin Clark, super favorite alla vigilia, e la Cina delle “due torri” Xu Han e Zuyu Zhang, alte più di due metri. L’ultima avversaria, quella dell’esordio di domani sera, è la Repubblica Ceca. Nessuna fuoriclasse, ma diverse buone giocatrici che militano in Eurolega. Un cammino che si preannuncia tortuoso già dai primi metri, dunque. E non poteva essere altrimenti con la nuova formula: sedici squadre divise in quattro raggruppamenti, le prime si qualificano direttamente, seconde e terze si incrociano per un posto ai qaurti.
L’Italia non potrà contare sul capitano Laura Spreafico, fermata da un infortunio alla vigilia di questo Mondiale che sarebbe stato l’ultimo atto della sua carriera. Chi torna in squadra, invece, dopo la rottura del crociato nel maggio 2025, è Matilde Villa. La classe 2005 della Reyer Venezia è pronta a riprendersi un ruolo da protagonista in cabina di regia, al fianco della vera stella della Nazionale: Cecilia Zandalasini. Da quest’ultima passerà una buona fetta delle possibilità di superare il girone, ma servirà anche la coesione di gruppo. La stessa che ha regalato una medaglia europea e la qualificazione a questi Mondiali. Esserci dopo oltre trent’anni è già storico, ma queste ragazze la storia vogliono continuare a riscriverla. Insieme.
