Nel settembre del 2023 la HBO decide di cancellare, dopo appena due stagioni, la docuserie «Winning time» sulla storia dei Los Angeles Lakers sotto la gestione di Jerry Buss. Forte calo degli ascolti, costi di produzione molto elevati e limiti di marketing causati dagli scioperi di Hollywood furono i motivi. Tre anni dopo gli spunti per uno speciale ci sarebbero tutti e ancora con la famiglia Buss sotto i riflettori. I Lakers hanno recentemente riscritto la storia con la vendita della franchigia, la seconda in due anni, a Bob Iger e Joshua Kushner (genero di Donald Trump) per la cifra record di 12,5 miliardi di dollari. Una mossa che però ha scatenato una guerra interna nella famiglia Buss. Ad accendere la miccia è stata Jeanie dopo che i fratelli Jim, Johnny, Janie, Jesse e Joey avevano confermato l’intenzione di procedere con la vendita della loro quota complessiva del 17,8% della franchigia. «La quota non può essere venduta senza l’approvazione di Jeanie, Janie e Joey Buss. Qualsiasi vendita senza il loro consenso violerebbe il trust e i doveri fiduciari» questo si leggeva nella nota dell’avvocato di Jeanie pochi giorni dopo la vendita ma la figlia del Dt. Jerry non si è arresa e, come Magic Johnson negli anni dello «Show Time», è partita in contropiede.
L’ex moglie di Phil Jackson infatti ha presentato un’istanza alla Corte di Los Angeles per bloccare la vendita delle quote familiari. Accusa i fratelli di aver agito in modo «subdolo» e di aver tentato di destituirla da governatrice. Nella petizione si legge che «Jeanie non ha mai dato il consenso alla vendita né è stata consultata o informata. Altri azionisti hanno inoltre espresso il loro sostegno affinché resti proprietaria di controllo dei Lakers». Il 5 settembre l’udienza in tribunale. Jerry Buss, che comprò nel 1979 i Lakers per 67 milioni di dollari, una volta disse «insomma, i Lakers sono proprio in pieno stile Hollywood», anche in quell’occasione aveva visto lungo.
