Dal loro scontro frontale è nata l'inchiesta della Procura sul "Sistema Bellavia", il gigantesco archivio accumulato nel corso degli anni dal commercialista Gian Gaetano Bellavia, consulente di molti pm e collaboratore di Report. Ma ora tra Bellavia e la sua ex collaboratrice Valentina Varisco potrebbe arrivare la tregua, come si è scoperto nel corso dell'udienza celebrata ieri a carico della Varisco.
La donna è stata accusata da Bellavia di avere lasciato lo studio portando con sé un hard disk contenente milioni di file riservati, in buona parte riferiti a personaggi eccellenti: ma proprio nell'inchiesta contro la Varisco è apparso l'elenco dei personaggi dossierati che ha sollevato numerosi interrogativi sul duplice ruolo di Bellavia per le Procure e per il programma di Sigfrido Ranucci. E lo stesso Bellavia è finito nell'inchiesta del pm Eugenio Fusco.
Ieri mattina arriva però il segnale del potenziale rasserenamento. L'avvocato della Varisco, Andrea Puccio, formula al giudice la proposta della sua assistita di un risarcimento a favore di Bellavia: 3mila euro, una cifra poco più che simbolica, molto lontana dai 90mila chiesti dal commercialista alla sua ex dipendente, ma che comunque segna una disponibilità all'accordo. Gli assegni sono stati già consegnati al giudice che potrebbe ritenere l'offerta adeguata (e chiudere di conseguenza il processo) anche senza il consenso di Bellavia. E d'altronde anche il pm Paola Biondolillo nel suo intervento in aula non si è opposta all'offerta di pace lanciata dalla Varisco al suo ex datore di lavoro. D'altronde il danno materiale subito da Bellavia (ovvero la sottrazione del disco esterno) è di modesta entità, e sui danni morali rivendicati dal consulente la stessa Procura è apparsa avere delle riserve.
Anche perché ad amplificare l'eco della vicenda, hanno provveduto più le numerose interviste di Bellavia che l'iniziativa della Varisco che, come riconosciuto ieri dalla pm Biondolillo, non ha mai divulgato ad altri il contenuto dei dossier.