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Cronaca internazionale

Crisi di Ceuta, quasi 50mila gli ingressi: “Siamo sopraffatti”. E Madrid convoca l’ambasciatore italiano

I cittadini di Ceuta chiedono aiuto, la polizia lamenta di essere sotto numero e gli spagnoli si ribellano al governo. Ingressi anche a Melilla

“Sono di Ceuta, e quello che stiamo vivendo in questo momento è una vera e propria invasione, per favore, abbiamo bisogno della diffusione di tutti affinché dichiarino l’emergenza nazionale. Per ora è stata richiesta dal governo di Ceuta ed è stata respinta”. È solo uno dei tanti messaggi che dai social gli abitanti di Ceuta cercano di far arrivare al governo di Madrid, sfruttando le condivisioni che amplificano la possibilità che i loro messaggi vengano letti. La stima è che quasi 50mila migranti siano entrati nella città autonoma negli ultimi giorni, con un flusso di 2000-3000 persone all’ora: basterebbe guardare le immagini delle spiagge locali per intuire che le prime stime, che parlavano di 2000 migranti complessivi non erano realistiche. Chi parla di invasione, davanti alle immagini, non ha poi così torto.

Gli ingressi

La stampa spagnola oggi fa il punto della questione e rende noto, grazie alle informazioni della polizia, che in città, a far fronte all’invasione, nelle prime ore erano presenti appena 55 agenti in prima linea, a fronte di un afflusso enorme: 40 agenti della Guardia Civil e altri 15 della Polizia Nazionale. Un numero irrisorio che ha concausato il crollo di qualunque ostacolo di frontiera. “È materialmente impossibile controllare questo per la polizia”, ha dichiarato il segretario generale dell’Associazione Unificata delle Guardie Civili (AUGC) di Ceuta, Rachid Sbihi. “Siamo sopraffatti a tutti gli effetti”, ha aggiunto David Gómez, segretario della comunicazione dell’Associazione Professionale Giustizia per la Guardia Civil (Jucil). Nelle prossime ore è previsto un raddoppio degli agenti nella città autonoma ma il rischio è che la maggior parte dei migranti sia riuscita a entrare. Ci sono video registrati a pochi km dal confine di Ceuta che mostrano grossi camion scaricare in strada decine e decine di migranti sotto gli occhi degli uomini in divisa del Marocco, che lasciano fare. Anche da qui deriva l’accusa mossa ieri dagli agenti spagnoli al Marocco. Due dei migranti irregolari che sono stati intervistati a campione hanno dichiarato di avere problemi con la giustizia: uno pare stia scappando perché ritenuto coinvolto in un omicidio, un altro ha ammesso di essere stato espulso dai Paesi Bassi per non fargli scontare una pena di 5 anni e gli hanno ritirato il passaporto spagnolo. La recente pronuncia del Tribunale supremo spagnolo dello scorso 8 luglio ha stabilito l’illegittimità dei respingimenti immediati per chi raggiunge Ceuta e Melilla a nuoto, senza quindi superare barriere di confine fisiche. Questa sentenza non garantisce un automatico diritto di soggiorno in Spagna, ma vincola le autorità a un’espulsione guidata da iter burocratici decisamente più articolati e prolungati. Diversi analisti ritengono che questo pronunciamento giuridico possa aver agito da catalizzatore per l’impennata di ingressi.

I disordini

Nella notte a Ceuta si sono registrati forti disordini e gravissimi problemi alla sicurezza. Sono state incendiate auto, lanciati sassi contro gli agenti e numerosi irregolari entrati da poco in città sono stati filmati mentre cercavano di entrare nelle case. Molti residenti si sono barricati all’interno delle proprie case fin da pomeriggio e hanno bloccato tutti gli accessi, dalle porte e dalle finestre, per evitare che i malintenzionati potessero avere una via agevole. Alle 2 del mattino alcuni residenti hanno dichiarato di aver sentito chiaramente urla del tipo “Allah Akbar” provenire dalle spiagge. La situazione nelle prossime ore da questo punto di vista potrebbe anche peggiorare, perché la Spagna ha annunciato l’espulsione di chiunque sia entrato a Melilla e Ceuta irregolarmente, compresi i bambini, e questo potrebbe aumentare le tensioni.

Il caso diplomatico

Nella serata di ieri il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha attaccato frontalmente il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani annunciando che avrebbe convocato l’ambasciatore del nostro Paese in Spagna a seguito delle dichiarazioni del titolare della Farnesina. “Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi. L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani”, ha dichiarato Tajani, sulla scia di quanto dichiarato da Palazzo Chigi, che sta valutando la sospensione di Schengen con la Spagna. “Questo messaggio è indegno del Ministro degli Esteri di un Paese partner e amico da cui ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia partitica. I fatti di oggi hanno a che fare con una sentenza, niente a che vedere con ciò che dice il tweet. Ho convocato domani l’Ambasciatore d’Italia”, ha dichiarato Albares, che ha attirato le proteste dei suoi connazionali per l’attacco frontale all’Italia. “Vediamo un po’, mi stai dicendo che ci sono più di 30.000 persone che entrano da Ceuta, e ora anche Melilla, e tu stai creando un conflitto diplomatico con l’Italia? Perché non parli con il Marocco? Con Mohamed VI?”, si legge in uno dei tanti commenti.

Melilla

Nel corso della notte ci sono stati ingressi anche nell’exclave spagnola di Melilla, dove però il governo sta provando a correre ai ripari prima che la situazione degeneri come a Ceuta. Il valico di frontiera di Beni-Enzar, l’unico punto di passaggio operativo tra Spagna e Marocco a Melilla, rimane chiuso da ieri sera, quando è stato bloccato a causa di tentativi di ingresso da parte di migranti, che sono comunque entrati scavalcando recinzioni varie, come si vede dalle immagini registrate in loco. Infatti si registra un notevole movimento di pattuglie della Guardia Civil nei pressi del posto di controllo di frontiera, alcune delle quali scortano e aprono la strada a grossi camion dell’esercito diretti verso la recinzione. La delegazione del governo a Melilla ha comunicato che l’operazione per prevenire gli ingressi irregolari si è’ conclusa dopo le 7.30 di stamane e che “non è ancora possibile fornire una cifra definitiva” sul numero di migranti che potrebbero essere entrati in città. Juan José Imbroda, presidente di Melilla, ha affermato che ieri sera tra le 300 e le 400 persone sono riuscite a entrare nell’enclave spagnola dal Marocco.

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