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chiuse le frontiere marittime e aeree

L’Italia sospende Schengen con la Spagna. Meloni: “Misura straordinaria per tutelare sicurezza nazionale”

Dopo una giornata di interlocuzioni, è arrivata la decisione: diversi Paesi Ue hanno sostenuto il governo Meloni. La premier: “Sospensione temporanea con attenzione a flussi turistici”. Accordo con la Francia per la protezione dei confini

Giorgia Meloni è stata la prima leader a esporsi sulla crisi migratoria di Ceuta e oggi, dopo una giornata di interlocuzioni col ministro dell’Interno e altri leader dell’Ue, il governo ha deciso per la sospensione del trattato di Schengen con la Spagna. Una soluzione che è stata adottata a seguito soprattutto delle informative analizzate in particolare nel Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, che questa mattina è stato presieduto dal ministro Matteo Piantedosi. “Il Governo ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione previsto da Schengen nei collegamenti marittimi e aerei con la Spagna, reintroducendo i controlli di frontiera”, ha dichiarato Giorgia Meloni in una nota. Si tratta di una “misura straordinaria”, adottata “per tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni per la nostra Nazione. La misura sarà mantenuta in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici estivi”, ha sottolineato. Parallelamente, “l’Italia è pronta a sostenere ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione e affrontare con determinazione la situazione in corso. Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”, ha concluso la premier.

“La sospensione temporanea di #Schengen con la Spagna è una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei nostri cittadini e difendere le frontiere europee. Una misura prevista dai trattati e resa oggi ineludibile. La crisi dei migranti a #Ceuta ci ricorda che la gestione dei confini dell’Unione è responsabilità comune dei nostri Paesi, l’uno verso l’altro. Occorre lavorare insieme per evitare che flussi incontrollati di migranti entrino nel territorio dell’UE, con tutti i rischi conseguenti e con la minaccia del terrorismo, che va contrastato senza incertezze”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. “Bene così. Passa la linea Lega”, ha dichiarato il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini. Il Viminale, con una nota, ha reso noto che la sospensione del trattato di Schengen da parte dell’Italia verso la Spagna è stata disposta per un periodo di un mese, ma con la possibilità di proroga in caso la situazione lo richiedesse. Saranno quindi ripristinati i controlli in ingresso nei porti e negli aeroporti per chi proviene dalla Spagna: si tratta di verifiche che effettuerà la polizia di frontiera, mirate e selettive nei confronti di cittadini di Paesi terzi per accertare il possesso dei documenti idonei a circolare in ambito Schengen. Il ripristino dei controlli in ingresso alle frontiere aeree e marittime con la Spagna “non comporterà alcuna modifica ai viaggi dei cittadini spagnoli ed europei verso l’Italia che continueranno, come di consueto, a poter arrivare nel nostro Paese senza alcun aggravio burocratico”.

Inoltre, a seguito di un confronto telefonico tra il Ministro Piantedosi e l’omologo francese, Laurent Nuñez, è stata condivisa l’opportunità di un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre tra i due Paesi nell’ambito di accordi di collaborazione tra forze di polizia già precedentemente sottoscritti tra Francia e Italia. “Ceuta non beneficia della libera circolazione verso il resto dell’area Schengen. Ho tuttavia chiesto già ieri al ministro dell’Interno di rafforzare i controlli alla nostra frontiera con la Spagna qualora fosse necessario: sono state dispiegate quattro unità di forze mobili, oltre ad aerei e droni”, ha dichiarato Emmanuel Macron con una nota, offrendo sostegno alla Spagna anche attraverso Frontex. Sulla linea di Meloni si sono esposti anche i due vicepremier, Matteo Salvini e Antonio Tajani, e proprio in conseguenza alle parole di quest’ultimo la Spagna ha protestato formalmente con l’Italia, convocando l’ambasciatore a Madrid. La sospensione è una forma di tutela, con risvolti ovviamente politici, nei confronti del governo di Pedro Sanchez che, contrariamente a quanto deciso dalla maggioranza dei Paesi Ue, persegue una politica immigrazionista.

Una decisione supportata da gran parte dei Paesi europei, che si sono accodati a Meloni in queste ore. Il primo leader che si è dichiarato d’accordo con la posizione della premier italiana su Schengen è stato quello svedese che tramite il suo premier Ulf Kristersson, ha sottolineato l’importanza che la Spagna “agisca con urgenza per riottenere il controllo della situazione e adempiere ai propri impegni nell’ambito della cooperazione Schengen”. In alternativa, “se lo sviluppo dovesse rischiare di influenzare la sicurezza della Svezia o la sua situazione migratoria, il governo è pronto ad adottare le misure necessarie per tutelare ordine e controllo”. Quindi anche la Danimarca, con la premier Mette Frederiksen, ha sottolineato l’ovvietà del fatto “che l’Ue debba adottare immediatamente tutte le misure necessarie e valutare tutte le opzioni, inclusa la sospensione dell’accordo di Schengen” con la Spagna. Quindi, anche la Finlandia per voce della ministra dell’Interno Mari Rantanen, ha sposato la linea di massima prudenza: “I Paesi che non adempiono al loro obbligo di proteggere il confine esterno non possono essere membri di Schengen”.

Nel corso della giornata si sono unite anche le voci del cancelliere austriaco Christian Stocker, il quale ha dichiarato che “qualora la situazione in Spagna dovesse evolversi in modo tale da esercitare pressione sui nostri confini nazionali, faremo tutto il possibile per proteggerli, compresa, se necessario, la chiusura temporanea dei confini Schengen”. Dalla Repubblica Ceca, il primo ministro Andrej Babiš ha dichiarato: “L’area Schengen dovrebbe essere chiusa immediatamente alla Spagna”. Il primo ministro polacco, Donald Tusk, ha invitato la Spagna a seguire l’esempio del suo Paese “se vogliamo che Schengen possa sopravvivere”. La Polonia, ha aggiunto, “ha inasprito le leggi sull’asilo, le procedure di frontiera e ha costruito barriere efficaci lungo il confine con la Bielorussia, che costituisce la frontiera orientale dell’Ue. Abbiamo investito miliardi di euro e impiegato migliaia di soldati, agenti di polizia e guardie di frontiera”.

“La sicurezza e la protezione dei nostri confini e di quelli europei devono tornare a essere una priorità. È ora che l’Europa consolidi la volontà di governare finalmente l’immigrazione, invece di subirla. Ed è proprio nell’ottica di garantire massima sicurezza ai cittadini che la decisione del ministro dell’Interno Piantedosi di sospendere temporaneamente Schengen con la Spagna è giusta e doverosa. Quando la gestione dei flussi mette sotto pressione i sistemi nazionali, è necessario adottare misure concrete e assumersi la responsabilità di tutelare i propri confini”, ha dichiarato Tommaso Foti, ministro per gli Affari europei. “L’accoglienza senza controllo non è solidarietà: è caos. E a pagare il prezzo di questa assenza di regole sono innanzitutto i cittadini e la stessa capacità dell’Europa di gestire l’immigrazione in modo ordinato e responsabile. La protezione delle frontiere esterne dell’Unione non può essere lasciata alla buona volontà dei singoli Stati: deve diventare una priorità europea. Così come deve esserlo il contrasto alle reti criminali che lucrano sull’immigrazione clandestina”, ha aggiunto, sottolineando che “è significativo che in Europa la linea maggioritaria sia oggi quella indicata da Giorgia Meloni, che ha avuto il merito, tra gli altri, di portare per la prima volta il tema dell’immigrazione all’ordine del giorno degli ultimi Consigli europei: più fermezza nella protezione delle frontiere, nel contrasto all’immigrazione irregolare e nella necessità di rendere effettivi e rapidi i rimpatri”.

“Un’invasione di massa organizzata, un atto di guerra contro l’Unione europea e la sovranità nazionale degli Stati membri, favorita da anni di politiche ideologiche del governo di sinistra spagnolo che, a forza di accoglienza e cittadinanze regalate, ha trasformato la Spagna nella porta d’ingresso dell’Europa per decine di migliaia di immigrati clandestini. Una situazione ulteriormente aggravata dalla decisione del Marocco di concedere un’ampia grazia a numerosi criminali detenuti, che si sono inevitabilmente riversati sulle coste di Ceuta insieme a migliaia di altri migranti”, si legge in una nota delle europarlamentari della Lega Anna Maria Cisint, Silvia Sardone e Susanna Ceccardi. “Ora chiediamo, con un’interrogazione prioritaria alla Commissione europea, che l’Ue adotti misure straordinarie per blindare i propri confini e impedire che flussi migratori come quelli di Ceuta vengano utilizzati come un’arma geopolitica contro la sicurezza e la sovranità degli Stati membri. Non possiamo permettere che, attraverso i trafficanti di esseri umani e con la complicità ideologica della sinistra, migliaia di clandestini arrivino fino a casa nostra. Allo stesso tempo chiediamo che l’Unione europea intervenga anche nei confronti del Marocco, che ha avuto un ruolo determinante nell’aggravare questa crisi, sospendendo gli accordi e i finanziamenti europei destinati al Paese africano fino a quando non garantirà il pieno rispetto degli impegni assunti in materia di controllo delle frontiere, contrasto all’immigrazione irregolare e riammissione dei migranti”, concludono.

“La decisione del governo di sospendere l’accordo di Schengen con la Spagna è una scelta “di buonsenso e l’unica possibile dinanzi alle drammatiche immagini di Ceuta, che sono la rappresentazione delle conseguenze a cui porta la follia immigrazionista della sinistra”, ha dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami, sottolineando che “ancora una volta il governo Meloni conferma che la difesa dei confini è una priorità e che devono essere gli Stati e non gli scafisti a decidere chi entra” nella propria Nazione. “L’Italia sospende l’accordo Shengen. La decisione del Governo Meloni e del Ministro Piantedosi ribadisce che per noi sicurezza dei confini e dei cittadini italiani è priorità. Da questo Esecutivo ancora una volta una risposta ferma e necessaria di fronte a scenari complessi. Chi governa ha il dovere di proteggere la Nazione e noi, lo facciamo da sempre e lo abbiamo dimostrato ancora. Con la sinistra al Governo sarebbe stata un ventre molle, e il mondo lo ha ancora una volta davanti agli occhi”, ha dichiarato il vice capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Augusta Montaruli.

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