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La scheda

Cos’è la peste e come si trasmette

Presente ancora oggi, alcuni focolai si sviluppano soprattutto in Africa: ecco le varie tipologie, i sintomi e le cure

Peste bubbonica, uomo contagiato dal gatto: ecco i sintomi e come colpisce

Nelle ultime ore l’attenzione dei media internazionali si è spostata anche su quanto avvenuto in Siberia dove la morte di Daria Shilipova sta allarmando perché si parla di peste ma non c’è la conferma che la motivazione sia questa. La 28enne è deceduta a causa di una grave polmonite che sarebbe stata provocata dall’agente patogeno contenuto in una provetta rotta accidentalmente.

Una malattia del “passato”

In realtà, il batterio che trasmette la peste esiste ancora, in natura, e si chiama Yersinia pestis presente specialmente tra piccoli mammiferi e le pulci. Sui libri di Storia sono tristemente famose le epidemie di peste che hanno colpito l’umanità quando, però, non esistevano gli strumenti medici per poter contrastare questo batterio. “Il batterio Gram-negativo Yersinia pestis è responsabile della peste, una zoonosi mortale che si è insediata in focolai stabili nelle Americhe, in Africa e in Eurasia. La sua persistenza nell’ambiente dipende dal delicato equilibrio tra terreni contaminati da Y. pestis , mammiferi scavatori e non scavatori con diversi gradi di suscettibilità alla peste e le pulci ad essi associate”, spiegano gli esperti del National Library of Medicine.

Quali sono i sintomi

L’Oms (Organizzazione mondiale della sanità) spiega che la peste si divide in bubbonica, polmonare e setticemica. Nel primo caso viene colpito il sistema linfatico, quella polmonare prende di mira i polmoni e la setticemica quando il batterio prolifera, moltiplicandosi, nel sangue.

Non è facile, inizialmente, chi è colpito da peste visto che i sintomi cambiano in base alle tipologie sopra descritte: da febbre, mal di testa, vomito e nausea si può passare ai linfonodi che si ingrossano (da qui l’etimologia di bubbonica). Sicuramente è fondamentale avere una diagnosi in tempo prima che possa diffondersi a gran parte dell’organismo. Tra le forme più gravi anche choc ed emorragie di pelle e organi. Nel caso di quella polmonare si presenta anche difficoltà di respirazione, tosse e dolore al torace. Si tratta certamente della forma più grave che può avere un epilogo mortale anche entro le 24 ore.

Le cure disponibili

Come detto, se in passato non esisteva una cura disponibile, oggi contro questi batterio esistono antibiotici efficaci ma che devono essere somministrati quanto prima. Una volta iniziato questo trattamento, deve essere portato avanti generalmente fino a due settimane ma poi tutto dipende dalla risposta clinica del paziente.

Ad oggi, nel mondo, si parla di poche centinaia casi: nel dettaglio, tra il 2019 e 2025 i casi sospetti non hanno superato le quattromila unità, lo scorso anno i casi sospetti sono stati inferiori a 200. Quasi nel 98% dei casi è la Repubblica Democratica del Congo ad avere contato più contagi (54), appena dietro il Madagascar con 51 casi confermati. La peste, dunque, circola anche nei giorni nostri ma rimane circoscritta essenzialmente nel continente africano e in alcuni e locali focolai naturali.

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