Berlusconi: "Servono più poteri per il premier Resterò a fianco degli italiani, finché vorranno"

Il premier, intervistato da Bruno Vespa nel libro "Nel segno del Cavaliere", rilancia il tema della riforma della Costituzione: "Sono aperto a qualunque soluzione possa rendere il Paese più governabile. Mi limito a chiedere di poter operare, visto che ogni giorno devo constatare di non poterlo fare"

Berlusconi: "Servono più poteri per il premier  
Resterò a fianco degli italiani, finché vorranno"

Roma - "Sono aperto a qualunque soluzione possa rendere il Paese più governabile. Mi limito a chiedere di poter operare, visto che ogni giorno devo constatare di non poterlo fare". Così il premier Silvio Berlusconi, intervistato da Bruno Vespa nel libro "Nel segno del Cavaliere" rilancia il tema della riforma della Costituzione, "Presidenzialismo o no - sottolinea - toccherà agli organi direttivi del mio partito assumere una decisione. Io mi adeguerò".

Più poteri al premier "Il problema centrale delle riforme è in ogni caso l’aumento dei poteri del premier. Fa parte della riforma della seconda parte della Costituzione che abbiamo in programma - spiega Berlusconi nel libro di Vespa - riforma necessaria per rendere efficace ed incisiva l’azione del governo, dotando il presidente del Consiglio di poteri che oggi non ne ha, mettendolo sullo stesso piano dei suoi colleghi in tutto il mondo". Per esempio? viene chiesto al premier. "Nominare i ministri, dar loro istruzioni vincolanti e sostituirli se non funzionano. Oggi il presidente del Consiglio è appena un primus inter pares. Soltanto con l’autorevolezza personale riesco a supplire a poteri che si limitano di fatto soltanto alla stesura dell’ordine del giorno delle sedute del Consiglio dei ministri". In Gran Bretagna il primo ministro può decidere la data di scioglimento della Camera e scegliere la data delle elezioni. È immaginabile da noi qualcosa del genere?, chiede Vespa "Soltanto in questo modo il premier ha un potere reale di condurre la politica del suo governo - risponde il presidente del Consiglio - . Sarebbe un passaggio forte, ma non voglio creare problemi con l’opposizione e perciò non insisto".

"Al fianco degli italiani" "Finchè gli italiani mi vorranno alla loro testa, al loro fianco per combattere in nome della libertà e della democrazia è mio dovere rispondere a così tanta fiducia dedicando a questo tutte le mie energie", così il Cavaliere annuncia a Bruno Vespa la sua intenzione di non lasciare la vita politica a fine mandato. "Credo di aver compreso la spinta dal basso della nostra gente del nostro popolo, prima e meglio di altri - dice il presidente del Consiglio -. Gli italiani me ne danno atto di continuo, perfino oltre i numeri del risultato elettorale del nostro movimento, come attestano tutti i sondaggi".  

"Sul presidenzialismo deciderà il Pdl"
"Presidenzialismo o no, toccherà agli organi direttivi del mio partito assumere una decisione. Io mi adeguerò". Così il premier Silvio Berlusconi risponde a Bruno Vespa che, per il libro "Nel segno del Cavaliere", gli chiede se preferisca nella riforma costituzionale maggiori poteri al primo ministro o un capo dello Stato con poteri operativi come in Francia. È la maggioranza, osserva Vespa, che dovrà fare la prima proposta.

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