Se i commercianti sono rimasti a bocca asciutta, gli agricoltori, invece, hanno potuto saggiare la combattività della Bonino. Ieri mattina il candidato del centro-sinistra alla poltrona di governatore del Lazio, ha infatti partecipato a un incontro con i vertici della Confagricoltura. È stata loccasione per saggiare il suo stato di forma e per verificare alcuni punti cruciali del programma elettorale che inciderebbero non poco sul futuro della nostra regione. Forte della sua esperienza a Bruxelles, la Bonino ha proposto una sua «ricetta» fondata su tre precetti: semplificazione burocratica, apertura di nuovi mercati e maggiore coinvolgimento europeo. Il fatto di puntare tutto sulla «filiera corta» non impedisce di guardare a nuovi mercati come Egitto e Turchia. La Bonino ha fatto poi riferimento al tema dellefficienza energetica citando la possibilità che le biomasse possono dare alle piccole aziende agricole di divenire autosufficienti. Il comitato elettorale dellesponente radicale sta poi mettendo a punto una «tre giorni» dedicata alle periferie romane. Ieri cè stato un primo faccia a faccia con i rappresentanti delle associazioni che si occupano di periferie per delineare i dettagli di questo viaggio nelle aree più degradate della metropoli per capire quali interventi mettere nellagenda politica della Regione.
Sì, va bene il programma, però ciò che più sta a cuore ai potenziali elettori del candidato del centro-sinistra è la sua ferma volontà di arrivare fino in fondo a questa competizione elettorale. Dopo i tentennamenti dei giorni passati e le interviste provocatorie di Pannella (roba di repertorio per un consumato attore politico del suo calibro), la Bonino ieri è stata costretta a tornare sul tema per assicurare che arriverà fino in fondo (sciopero della fama permettendo). «Mantengo sempre i miei impegni. E in questi anni ne ho dato prova. O devo ancora dimostrare qualcosa a 60 anni?» si chiede la Bonino. Molti, però, nel Pd non sono ancora convinti si tratti di una domanda retorica.