Campari sbanca negli Usa grazie allo spritz alla spina e al nuovo Sarti Rosa, l’aperitivo all’arancia rossa di Sicilia, mango e frutto della passione vestito di un’elegante bottiglia cipria. L’azienda del Crodino ottiene una promozione da Bank of America (Bofa), che ha alzato la raccomandazione da «neutral» a «buy», rivedendo il target price a 7,60 euro per azione dai precedenti 7 euro. Il motivo? Le nuove uscite hanno spopolato nel Paese a stelle e strisce e questo ha iniettato una non scontata dose di fiducia negli analisti, che hanno visto il potenziale per il gruppo di accelerare la crescita organica delle vendite al 4-5% a partire dal 2027, rispetto al 2,5-3% registrato nel 2024-2026.
Questo ottimismo non è banale, perché Campari arriva da mesi molto difficili che l’hanno vista al centro di una crisi borsistica in cui il titolo ha perso oltre il 50% dai massimi toccati nel post Covid oltre la soglia di 12 euro. L’azienda è anche reduce dal dissequestro delle azioni stabilito dal Tribunale di Monza a dicembre, per un controvalore di circa 1,3 miliardi di euro, possedute da Lagfin, la finanziaria lussemburghese della famiglia Garavoglia, principale azionista di Campari (possiede circa il 51% del capitale). A fine ottobre 2025 erano state sequestrate a Lagfin 214,1 milioni di azioni Campari (il 18% dell’intero capitale). Dopo l’accordo raggiunto a dicembre con l’Agenzia delle Entrate, per un esborso di 405 milioni di euro, il Tribunale di Monza ha disposto il dissequestro dei titoli. Oltre che da un cambio burrascoso ai vertici: dopo l’uscita dell’ad storico Bob Kunze-Contewitz, il suo successore, Matteo Fantacchiotti, ha abbandonato il ruolo dopo soli cinque mesi dalla nomina. La tregua è arrivata solo con il nuovo ceo Simon Hunt, che ha attuato un’asciugatura dei brand in portafoglio, cedendo Cinzano e Frattina al gruppo Caffo e Averna e Zedda Piras al gruppo Disaronno.
Il settore degli alcolici soffre da mesi una crisi strutturale. Le generazioni più giovani sembrano essere meno inclini a bere rispetto ai loro genitori. Due sono i motivi: le occasioni di convivialità sono sempre meno, complice una minore disponibilità economica determinata dal caro vita, e la diffusione dei social media, che hanno eroso una parte dell’esistenza fuori dal divano.
