Un occhio al Nasdaq e uno all’Italia. Stefano Buono (nella foto), ceo e co-fondatore di Newcleo, ha debuttato con la propria creatura nucleare sul mercato americano raccogliendo 247 milioni di dollari per un valore pre-money di circa 2,4 miliardi di dollari (10,6 dollari ad azione). A colloquio con il Giornale, le sue prime parole sono però rivolte anche al passaggio parlamentare di oggi quando il Senato darà il via libera al disegno di legge delega Pichetto sul nuovo nucleare, già approvato a giugno alla Camera. «Confidiamo che dopo l’ok il governo italiano metta a terra celermente i decreti attuativi, ma soprattutto definisca il prima possibile l’ente per licenze a reattori e impianti», spiega Buono guardando ai prossimi obiettivi che vedono l’Italia meta di sviluppo in Europa, dopo i grandi passi mossi negli Stati Uniti. «Programmiamo la prima fabbrica per il combustibile nel 2031 e il primo reattore a cavallo tra 2031-2032. Abbiamo molti partner industriali nel Paese che sono anche soci e Danieli, con i suoi progetti per l’acciaio verde, è uno dei soci con cui stiamo stringendo sui primi progetti».
Tornando alla quotazione, il gruppo che lavora ai reattori modulari avanzati e al combustibile nucleare è sbarcato al Nasdaq con qualche difficoltà (-16%), per poi attestarsi in serata in area 7,8 dollari (-9%).
«Il corso del titolo non mi preoccupa - ha detto Buono - abbiamo bisogno di farci conoscere sul mercato americano e ci siamo posizionati in un momento delicato per il mondo Ai e data center. Quello che conta è che la fusione con una Spac ci ha permesso di partecipare alla gara per la riconversione del plutonio, e avere una veste più americana che ci aiuterà nello sviluppo». L’operazione segue il completamento dell’aggregazione societaria con NewHold Investment Corp III, una special purpose acquisition company quotata in Borsa, che non sposterà la governance del gruppo confermato alla guida della società risultante dall’operazione. «Newcleo intende utilizzare il capitale aggiuntivo per sostenere la propria crescita globale, completare e mettere in funzione il proprio dimostratore non nucleare da 10 MWth in Italia (a Brasimone, Bologna), proseguire le interlocuzioni regolatorie e autorizzative con le autorità di sicurezza nucleare statunitensi e francesi e continuare a perseguire opportunità commerciali», spiega Buono.
Nella documentazione depositata presso la Sec, Newcleo ha indicato tra i potenziali clienti, oltre alle utilities, anche società industriali e hyperscaler. Nella stessa documentazione, Buono ha osservato che le caratteristiche del reattore raffreddato al piombo potrebbero consentire anche la co-localizzazione degli impianti con data center dedicati all’intelligenza artificiale.
