Conti da record per Leonardo che, con 60 miliardi di euro di ordini di lavoro, conferma il ruolo di primo piano del gruppo nell’industria italiana della difesa e dell’aerospazio. Il titolo lascia però sul terreno il 3,4% sull’onda lunga del tonfo del gruppo della difesa tedesca Rheinmetall che ha rivisto di nuovo al ribasso le previsioni di fatturato e gli utili (a causa della cancellazione di alcune commesse) perdendo il 16%.
Per Leonardo, assicurano gli analisti, si tratta di un effetto «trascinamento». I numeri, infatti, ripropongono un quadro solido. Aspettando il piano 2027-31, che sarà presentato a marzo - occasione in cui si farà chiarezza anche sul futuro della divisione Aerostrutture - la società guidata da Lorenzo Mariani ha alzato da 28,2 a 29,5 miliardi la previsione sui nuovi ordini per il 2026, dopo averne raccolti 23,3 miliardi nei primi nove mesi, il 27,8% in più rispetto allo stesso periodo del 2025. A trainare la crescita è l’elettronica per la difesa. Il portafoglio ordini supera per la prima volta i 60 miliardi e raggiunge quota 60,4 miliardi (+27,7%), garantendo una copertura produttiva di oltre 2,7 anni. Circa 6 miliardi arrivano da IDV, il ramo difesa di Iveco acquisito a marzo. Anche escludendo IDV, i nuovi ordini crescono del 22,4% e il portafoglio del 15,2%. I ricavi salgono del 14,2% a 15,3 miliardi (+9%) e l’Ebita del 37,7% a 1,3 miliardi (+29,3% senza IDV), con il margine operativo in aumento dal 7% all’8,5%. Il miglioramento della redditività è sostenuto soprattutto dall’elettronica per la difesa, dagli elicotteri e dall’aeronautica. L’utile netto rettificato cresce del 74,2% a 812 milioni, grazie anche alla riduzione degli oneri finanziari netti. L’indebitamento netto sale del 43,8% su base annua a 3,3 miliardi, per effetto dell’acquisizione del ramo difesa di Iveco, costata circa 1,6 miliardi.
Il gruppo ritiene di essere ben posizionato per beneficiare di un eventuale aumento del budget della difesa degli Stati Uniti e per quanto riguarda il sistema di difesa aerea Michelangelo Dome ha confermato di «essere al lavoro per la sua implementazione in Ucraina a fini difensivi. Al momento siamo ancora in una fase di test del sistema; successivamente, verrà impiegato sul campo con finalità difensive», ha detto il cfo Giuseppe Aurilio confermando con fiducia di poter raggiungere i target 2026.
