C’è pure l’esperto che deve «ripensare la cittadinanza»

Ci sono anche Stefano Fiore e Franco Lerda tra i consulenti del sindaco di Torino, Sergio Chiamparino. Non dovrebbero essere gli ex giocatori del Toro di cui il primo cittadino è sfegatato tifoso, visto il loro identikit: il primo è un esperto di comunicazione da 21.160 euro, l’altro insegna musica e ha portato a casa l’anno scorso 7mila euro. Sempre meglio che finire in serie B.
Ma da ciò che emerge dalle 62 pagine che riguardano il capoluogo piemontese, annegate nelle 3.660 pagine del corposo dossier trasparenza voluto dal ministro Brunetta e pubblicato sul sito del suo ministero (www.innovazionepa.gov.it), a retrocedere è l’immagine di «buon governo» di cui si vanta da sempre il partito dei sindaci nato nella stagione dell’Ulivo, di cui Chiamparino è, sondaggi di popolarità alla mano, la punta di diamante. Segnale di un declino morale e politico di un’intera classe di amministratori pubblici di sinistra, forse figlio anche della guerra in corso tra le fazioni del Partito democratico.
Leggere per credere. I corsi per l’insegnamento dell’italiano da decine di migliaia di euro fioccano come le lezioni di musica, neanche fossimo a X Factor. Gli incarichi di docenza sono più di 300 e, viste le consulenze sul sito internet del Comune, per i soldi spesi l’indirizzo www.comune.torino.it per efficienza dovrebbe far invidia a Google. Nel 2008, spalmati su più esperti, il Comune ha infatti speso più di 100mila euro per la «redazione web, ufficio informatica».
Dalla realtà virtuale alla finanza virtuale. Se è vero che l’invasione dei titoli tossici ha alleggerito le casse di tante amministrazioni dalla scommessa in Borsa facile, è però lecito pensare che 76.800 euro spesi per «l’analisi e la valutazione delle posizioni finanziarie», i 24mila euro al «risk manager» di Intesa SanPaolo o i 216mila euro affidati al Politecnico per «valorizzare e gestire il patrimonio immobiliare di Torino» siano un po’ troppi. Anche perché, mentre qualcuno «valorizza» i palazzi del Comune, c’è chi guadagna 137.700 euro in consulenze giuridiche per dismetterli.
Le stravaganze non finiscono qui. Ci sono 47.173,86 euro spesi nel 2007 per «La campagna di lotta biologica integrata alle zanzare», 20.565,56 euro per l’«Osservatorio del mondo giovanile in Brasile», ci sono altri 17.060,00 per l’attività di supporto che tale Maria Carmela Ricciardi ha voluto per «l’attività di supporto al Contratto di quartiere II di Via Ghedini». Più altri 25.850 euro per l’«attività di supporto all’attuazione degli interventi e delle azioni previste dal programma di candidatura (del contratto di quartiere, ndr) attraverso la cura con altri settori, enti e realtà locali» nel 2008, a dire la verità un po’ meno di quanto ha guadagnato la superconsulente nel 2007: 27.600 euro.
Ma per capire certi incarichi ci vorrebbe un consulente: alzi la mano chi ha capito cosa ha fatto, per 182.499 euro, il dottor Giuseppe Busso: «Gestione di iniziative nell’ambito dei servizi realizzati dalla divisione lavoro». O il dottor Pierfranco Risoli, il cui «incarico di collaborazione relativa agli ambiti in cui è strutturata l’agenzia (quale non si dice, ndr) specificatamente alle interazioni tra gli aspetti economici e le specifiche tecniche delle aziende pubbliche». Un compito difficilissimo. Da 147mila euro.
In crisi d’identità c’è finito pure lo stesso sindaco, che ha dato 28mila e rotti euro a Maura Ferrari per «gestire i rapporti con la stampa italiana e aumentarne conoscenza e percezione a livello nazionale». Chissà se ha lavorato fianco a fianco con tale Alessandro Vivanti, che ha curato «l’attività di redazione e revisione testi per la promozione della città di Torino» per altri 28.704 euro.
A far parlar bene di Torino nel mondo erano in due, a lavorare al progetto «Ripensare la cittadinanza» sono stati in 27. Costo dell’operazione circa 13mila euro, un terzo dei quali è finito a Sergio Durando, docente del Centro interculturale partecipazione che ha organizzato il ciclo seminariale «Ripensare la cittadinanza. Nativi e migranti... ieri e oggi» che ha intascato 4.511,52 euro, più dei certamente meno noti colleghi di corso Kossi Amekowo Yoa Komla Ebri, Adel Jabbar Alì e Viciane Debore Tchaptche T Njimi. Altri 30 consulenti esterni, tra i quali Karima Adda (3.554,65 euro), Brunilda Hysenaj (4.739,63 euro) e Marouane El Amrani (7.109,29 euro) hanno messo in piedi il Servizio civile volontario Per giovani immigrati dal titolo: «Se non ora, quando?». Urge consulente per chiarire quest’ultimo dubbio.
felice.manti@ilgiornale.it

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