Un caldo infernale, pomeriggio di Boston: 5 luglio 1994. L'Italia sta perdendo 0-1 l'ottavo di finale contro la Nigeria e gioca in 10 per l'ingiusta espulsione di Gianfranco Zola. Mancano meno di 2 minuti alla fine del nostro Mondiale: bravo Robertino Mussi, perfetto Robi Baggio. L'incursione disperata, il pallone che rimbalza a rimorchio e il destro chirurgico che accarezza il palo interno ed entra. Lì cambiano la storia e il racconto di Usa '94. Tutti giù dalla scaletta dell'aereo, si va ai supplementari. Rigore su Benarrivo, dopo la geniale palombella di Baggio, che trasforma dal dischetto. È il 2-1, l'Italia va avanti, la partita entra nella leggenda del nostro calcio, pagina immortale. Il Mondiale del Codino comincia ai 35 grado di Boston, un caldo che si sudava a stare fermi.
Fino a quel momento, era stato un enigma doloroso, smarrito nei dogmi tattici di Sacchi, intorno al quale la critica e l'Italia erano spaccate. La partita contro la Nigeria è il capolinea di quell'equivoco l'inizio di due settimane che finiranno a Pasadena, lasciando una perenne nostalgia canaglia per ciò che poteva essere e non è stato.