Quando eravamo re, uno come Filippo Inzaghi, 156 gol in A e 316 in carriera, pur partecipando a 3 coppe del mondo, riusciva a mettere insieme solo 5 presenze fra il 1998 e il 2006, giocando una sola volta da titolare (nel 2002, contro il Messico), ma soprattutto segnando un unico gol mondiale. Come pensare quindi che il 22 giugno del 2006 potesse passare quel pallone a Barone? E infatti Superpippo, lanciato in contropiede da Perrotta, nel finale di Italia-Repubblica Ceca, con gli azzurri già avanti di un gol e gli avversari tuti sbilanciati nella nostra metà campo, guarda Barone e corre, lo riguarda e abbassa la testa, sa bene che il compagno è lì, alla sua destra, che se gliela passa, e sarebbe un tocco facile, Barone farebbe gol a porta vuota.
Ma vuoi mettere l'istinto del bomber? Inzaghi infatti punta il portiere, che era Cech, mica uno qualunque, uno dei pochi all'epoca all'altezza di Gigi Buffon, lo dribbla a cento all'ora e di sinistro appoggia il pallone in porta. È il 2-0 che chiude la pratica e vale all'Italia il primo posto nel Girone E, e da lì comincia la strada verso Berlino. Che nostalgia canaglia di quando eravamo re.