Ad Infantino Gianni è riuscito quello che a nessun automobilista sarebbe ed è concesso in questo week end da bollino nero: una clamorosa inversione a U. Dinanzi alla sollevazione delle 55 federazioni calcistiche europee e alla fuga di alcuni consulenti e collaboratori dello stesso presidente, la Fifa ha comunicato, durante la riunione generale a Città del Messico, di avere abbandonato l’idea di cedere una quota del mondiale, diritti televisivi ed altre formule di incasso. Rientra la spavalda e volgare idea dell’italosvizzeroqatariotalibanese che, preso dall’euforia trumpiana, ha pensato di copiare lo slogan del suo socio statunitense, appena modificandolo «Fifa First». Non se ne fa nulla ma ormai il vaso è rotto, l’Uefa attacca, parla e scrive di tradimento, chiede le dimissioni del massimo dirigente, vota la sfiducia, sembra di essere ritornati ai giorni della superlega quando lo stesso Ceferin accusò
Andrea Agnelli, amico fraterno, di averlo ingannato, il presidente della Juventus, in società con Real Madrid e Barcellona e con il consenso di altri club europei, aveva annunciato la creazione di un nuovo format, appunto detto Superleague e così facendo si sarebbe organizzato un torneo parallelo e più importante della Champions League. Allora i rapporti, anche famigliari, tra Ceferin e Agnelli saltarono in aria, il presidente Uefa si vendicò punendo la Juventus secondo norme calcistiche europee, oggi non vuole avere a che fare con l’ex segretario dell’Uefa e lo smaschera davanti al mondo, trova solidarietà anche nelle confederazioni africane e sudamericane, in breve il mondo «vuole uccidere il mostro». Infantino ha capito, in ritardo, di non poter fare a meno del calcio europeo che muove interessi mondiali e che raduna calciatori di ogni dove e di primissimo livello, ha capito soprattutto che qualcuno gli sta scavando la fossa per le prossime elezioni e dunque prova a togliergli la pala, sperando che non arrivi
qualche ruspa ( una 50ina di deputati del parlamento europeo sono pronti a denunciare Fifa e il suo presidente). La situazione critica ha un momento di stallo critico, l’epilogo del mondiale, la pessima immagine offerta dai calciatori argentini durante la premiazione dei vincitori spagnoli, ha mosso l’aria, il palazzo non è più solido e il suo inquilino principale deve partecipare alle riunioni condominiali, scendendo a patti. Infantino ha tolto dall’edificio il cartello «Vendesi», la Fifa resta quella che era ma quanto è accaduto è soltanto il prepartita di un cambiamento istituzionale, il tramonto dell’idea che Fifa e Uefa siano le proprietarie esclusive dei giochi calcistici. Altri competitor sono pronti ad aprire l’asta. Si ballerà sui miliardi. I tifosi? Che mangino brioche.
