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Guerra

Trump: “Ritiro l’attacco a Teheran ma ora subito un accordo”. Poco prima l’ultima sfida:

Il presidente Usa: “L’Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco poiché sono stati concordati i termini generali di un accordo”

L'asse Trump-bin Salman. "Affari per mille miliardi"

Nuovo annuncio di Donald Trump su Truth. Il presidente degli Stati Uniti scrive di aver acconsentito ad annullare l’attacco contro Teheran: “L’Iran e altri Paesi del Medio Oriente ci hanno appena chiesto di sospendere qualsiasi attacco poiché sono stati concordati i termini generali di un accordo”. Pace più vicina? È ancora presto per dirlo, come lo stesso Trump spiega subito.

“Gli Stati Uniti sono pronti a intervenire contro la Repubblica islamica dell’Iran con livelli di terrore, forza e potenza militare mai visti dalla Seconda Guerra mondiale. Nonostante ciò, ci è stato chiesto di sospendere qualsiasi attacco nei perimetri di un accordo che è stato raggiungo. Questo includerebbe la completa, totale e immediata apertura dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare dell’Iran. In base a questa richiesta, ho accettato, per il bene del futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un Iran prospero e di successo, di annullare l’attacco, a patto che si arrivi rapidamente a un accordo. Lo Stato di Israele si unisce a me in questo impegno. Mettetevi al lavoro, tutti, e portate a termine l’operazione”.

La nuova ondata di raid contro Teheran era attesa proprio nel weekend ma, a sorpresa, Trump ha annunciato di averci ripensato. Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman gli ha espresso preoccupazione e chiesto ”chiarimenti sul piano d’azione". Probabilmente le sue argomentazioni sono state convincenti.

Secondo Axios anche altre potenze regionali, tra cui Qatar, Emirati Arabi Uniti, Turchia e Pakistan, hanno esercitato pressioni sugli Stati Uniti ma anche sugll’Iran. Il sito americano ha scritto che sabato i mediatori del Qatar hanno avuto dei colloqui separati con Abbas Araghchi, ministro degli Esteri iraniano, l’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff e alcuni funzionari dell’Oman nel tentativo di raggiungere un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz, colloqui in cui si sarebbero registrati dei progressi.

Nel suo post su Truth il presidente Usa indirettamente fa riferimento a queste mediazioni, quando spiega di aver “acconsentito, per il bene futuro del mondo e, allo stesso modo, per la sopravvivenza di un’Iran prospero e di successo, ad annullare l’attacco” - nonostante gli Usa fossero” pronti all’azione" - ma “a condizione che si riesca a raggiungere rapidamente un accordo”. Il nodo centrale è l’accordo, di cui, a detta di Trump, sarebbero stati concordati i termini generali. Ciò comporterebbe l’apertura immediata, completa e totale dello stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana.

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