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Brasile-Giappone, "Holly e Benji" lo aveva predetto: la profezia virale sui social

La "generazione d'oro" del Giappone disegnato da Yoichi Takahashi sta trascinando un intero popolo verso un traguardo storico

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Per chi è cresciuto con il mito di Holly e Benji, titolo italiano del celebre cartone animato tratto dal fumetto "Captain Tsubasa" creato nel 1981 dal mangaka Yoichi Takahashi, lo scontro dei sedicesimi di finale in programma tra il Brasile e il Giappone non può essere una partita qualsiasi. La "profezia" anticipata tra le pagine di una delle storie che hanno maggiormente appassionato gli amanti del calcio fin da bambini negli anni '80 è diventata in queste ore virale sul web e sui social.

Quando l'autore del manga creò la sua opera, col mito del calcio occidentale e dei grandi numeri dieci, la nazionale nipponica non solo non aveva mai sollevato al cielo alcun trofeo, ma non era neppure mai riuscita a qualificarsi per i Mondiali. In questo contesto s'inserisce la figura di Oliver Hutton (Tsubasa Oozora nella serie originale), talentuoso fantasista dal grande senso del gol, che inizia a ritagliarsi uno spazio sempre più ampio nel panorama calcistico nazionale partendo fin dai tornei giovanili. Holly porta al successo i suoi in quattro campionati nazionali giovanili, prima alle elementari (la sua Nankatsu/New Team sconfigge il Meiwa/Muppet di Mark Lenders/Kojiro Hyuga ), gli altri tre alle medie contro la Toho dell'eterno rivale (l'ultimo in realtà finisce 4-4 con una premiazione doppia per entrambe le squadre.

Attorno a Oliver Hutton fiorisce un movimento di giocatori di grande prospetto: tra di essi, solo per citarne alcuni, a parte il già citato Lenders, ci sono i due portieri Benjamin Price (Benji)/Genzo Wakabayashi, Ed Warner/Ken Wakashimazu, Tom Becker/Taro Misaki, Julian Ross/Jun Misugi, Philip Callaghan/Hikaru Matsuyama o Danny Mellow/Takeshi Sawada. A differenza degli ex compagni di squadra e avversari, Holly non disputa i tornei dei licei in Giappone perché subito dopo le medie si trasferisce in Brasile per iniziare la carriera professionistica nel San Paolo. E qui inizia a sviluppare ulteriormente il suo talento.

I ragazzi continuano a migliorare e tentano di imporsi anche a livello internazionale, diventando dei pilastri della nazionale di calcio giapponese, che nella finzione riesce, ad esempio, a vincere la Coppa d'Asia, traguardo mai raggiunto in realtà prima del 1992, e poi ripetuto in altre tre edizioni della competizione (2000, 2004, 2011). Gradualmente il Giappone diventa una presenza fissa anche ai Mondiali dal 1998, anno della prima partecipazione, poi centra sempre almeno gli ottavi nel 2002, 2010, 2018 e 2022.

La finzione incontra la realtà, anche se le tempistiche sono diverse, con il match tra il Brasile e il Giappone dei Mondiali del 2026, uno scontro sognato e anticipato sulle pagine del manga da Yoichi Takahashi. Le due nazionali, nel fumetto e nell'anime, si affrontano nella finale del campionato Mondiale Under 20 allo stadio Nagai di Osaka: sono i giapponesi a prevalere sulla Seleçao per 3-2 grazie al golden gol siglato proprio da Holly.

Il popolo del Sol Levante sogna a occhi aperti, e la partita, che vede come favorito d'obbligo il Brasile di Carlo Ancelotti, non inizia con un esito scontato come in passato: i tanti nostalgici del celebre manga auspicano che la "profezia" possa realizzarsi.

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