Qualche dubbio lo aveva anche Ausilio, che pure aveva acquistato Pep Martinez solo l’estate precedente, dal Genoa. È pronto per l’Inter? Non un dubbio qualsiasi. Perciò oltre a Vicario, che l’Inter seguiva da due anni, prima del Mondiale ci fu un sondaggio anche con un altro Martinez, il più famoso Dibu, portiere dell’Argentina. Peccato chiedesse 7 milioni netti a stagione (e infatti si sfilò poi anche la Juve).
Ausilio e Marotta ne hanno parlato con Chivu, che evidentemente ha sciolto quel dubbio. Sì, è pronto, spingendo il club a investire su un altro centrocampista, perché il budget di Oaktree aveva confini precisi. Anche per questo, oggi Chivu difende il suo portiere, che alla papera di Madrid, ampiamente rimediata nel resto della partita, ha fatto seguire una prova decisamente più preoccupante contro l’Udinese. Già 8 gol subiti in 5 gare, più per errori individuali (di Martinez, ma non solo) che di sistema, in una difesa che ha perso 4 veterani (Sommer, Acerbi, De Vrij, Darmian) e ha finora avuto poco da chi è arrivato a sostituirli.
Il paradosso (o la conferma) è che, probabilmente, sabato l’Inter si presenterà a Roma senza nessuno dei nuovi acquisti. Non Spence, che ancora non si allena in gruppo e che verrà buono dopo la sosta. Non Stones, che si è stirato alla prima da titolare e non ci sarà nemmeno quando ricomincerà il campionato (10 ottobre, Inter-Parma). Non Provedel, appunto per la coerenza di Chivu (e attenzione che non sconfini nella cocciutaggine), ma forse anche senza Jones, proprio il giocatore anteposto all’arrivo di un portiere di maggiore esperienza. Mancherà Calhanoglu, ma il ballottaggio è con Sucic, che meglio conosce i meccanismi della squadra.
