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Calcio

Como, il test della maturità: il Parma

Due filosofie quasi opposte: il calcio difensivo di Fabregas, il pragmatismo di Cuesta

Roma fra gli euro-big dopo 7 anni. E il Como fa l’impresa
Cesc Fabregas

Potrebbe sembrare paradossale, ma dopo il formidabile esordio in Europa per il Como il difficile viene adesso. Passare dal Lipsia e dalla musichetta della Champions al Parma (18.30, Dazn) con l’acqua alla gola in campionato è un test davvero probante per la squadra di Fabregas. Al tecnico spagnolo spetterà allenare le motivazioni e non solo la tattica: «L’emozione della prima partita di Champions ovviamente ti carica e ti fa vivere qualcosa di diverso - predica alla vigilia Cesc -. Dobbiamo però essere bravi a trovare quell’energia in ogni partita». Dopo due 4-1 di fila, di cui uno al Lipsia, appunto, l’entusiasmo rischia di giocare un brutto scherzo. Il Como però sta viaggiando veramente sulle nuvole e con una rosa che scoppia di salute. Inevitabile però cominciare a soppesare le rotazioni: «Conosciamo l’importanza della gara - continua Fabregas -. Il Parma è una squadra molto organizzata, sa quello che vuole fare, con un allenatore che è lì già da un anno e conosce bene il campionato e la propria squadra. Sicuramente verranno qui per fare una grande gara e proveranno anche a capire se noi siamo un po’ stanchi dopo giovedì».

Stanchezza o meno, l’attacco è in forma straripante: i 4 davanti (Diao, Baturina e Douvikas, Paz) teoricamente non si toccano, anche se Kean propone la sua candidatura; più facile vedere Perrone dall’inizio a centrocampo e magari Kempf in difesa. Dall’altra parte un Parma che non ha ancora vinto in campionato e che segna col contagocce: un gol appena in tutte le competizioni con il giovane Lontani. Interessante il derby spagnolo sulle panchine, con Cuesta che come proposta di gioco, concreta e poco spettacolare, è stato quasi agli antipodi del collega Fabregas. Non a caso nella passata stagione finì 1-0 a Como per i padroni di casa e 0-0 al Tardini. Al Sinigaglia l’ardua sentenza, vedere se il vestito buono i lariani possono continuare a indossarlo anche in Serie A e non solo in Europa.

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