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Calcio

CR7, addio alla Nazionale con parole che valgono più di 1000 gol

Cristiano non sarà più nel Portogallo, ma dopo il toccante messaggio di ieri sarà il Portogallo

epa13355230 (FILE) - Cristiano Ronaldo of Portugal celebrates after scoring the 2-2 during the UEFA Nations League final match between Portugal and Spain in Munich, Germany, 08 June 2025 (re-issued 05 November 2026). Cristiano Ronaldo on 05 November 2026 announced his retirement from the Portuguese national team. EPA/ANNA SZILAGYI

Nemmeno Pessoa o Saramago, scrittori e patrioti portoghesi, avrebbero immaginato di mettere assieme parole così calde e appassionate verso il proprio Paese come ha voluto fare Cristiano Ronaldo. Una lettera di addio alla maglia della nazionale, ventitre anni dopo il debutto, un messaggio alla nazione, il numero 7 ha fatto la storia non soltanto della Seleção das Quinas ma del football mondiale, quello che soltanto i fuoriclasse possono frequentare. È toccato per primo a Lionel Messi abbandonare la camiseta albiceleste, Cristiano Ronaldo ha capito e sentito il dovere di fermarsi, quasi a chiudere, insieme, una epoca fantastica, irripetibile. Cristiano, il solo nome di battesimo per distinguerlo dall’altro inavvicinabile, Ronaldo il fenomeno, CR7, acronimo che è ancora un marchio, un’azienda multimilionaria.

Il Portogallo ha ritrovato con Cristiano la luz del tempo di Eusebio, prima, di Figo, dopo, l’epilogo non è stato glorioso come la storica carriera, 233 presenze e 146 gol, sempre a rete in sei mondiali diversi, cifre spaventose per un football che non ha memoria. Lisbona, Madrid, Manchester, Torino, Riad le sue stazioni di gloria, dovunque ha lasciato il segno, i sauditi dell’Al-Nassr possono ancora goderlo, negli altri siti la memoria è forte di saette in campo e di bizzarrie fuori, gli almanacchi non sanno e non possono spiegare. La chiusura definitiva con il Portogallo è stata macchiata dalla fuga capricciosa da Copenhagen, contestando l’allenatore Jorge Jesus che lo aveva tenuto in panchina dopo avergli promesso mezz’ora di partita. La federcalcio lo ha sospeso per un mese e punito con una multa di 255 euro, oggi gli ha promesso una storica partita d’addio. «Vedo le persone. Vedo gli emigrati che per 90 minuti sentivano il Portogallo un po’ più vicino. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto personalmente ma che hanno fatto parte della mia vita. Ho avuto il privilegio di essere il vostro capitano, ma un capitano non cammina mai da solo. Voi fate parte della mia storia. Il calcio è molto più di un gioco. Il calcio sono le persone. Non esistono club, colori, classi sociali, professioni o opinioni. Esiste soltanto una passione: il Portogallo». Cristiano è nella storia.

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