La Fiorentina è ripartita da dove aveva finito: male. Sette gol presi in due partite, zero fatti, prima la Roma e poi il Frosinone al Franchi nel giorno del centenario. In tribuna c’erano Batistuta e Rui Costa, simboli di una Fiorentina che faceva paura. In campo, invece, una squadra fragile, senz’anima e senza idee. Cambiano mercato, promesse, mister, ma il copione resta quello dell’anno scorso. E pure peggio.
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Juventus e Milan hanno avuto estati da grandi squadre solo nel nome. Mercati balbettanti e la corsa agli ultimi giorni per trovare pezzi pregiati che un tempo avrebbero firmato mesi prima. Alla Juve pesa il no di Kessie, mentre al Milan mancano uomini in più reparti. Due società gloriose, capaci per anni di comandare in Italia e farsi rispettare in Europa. Quanto mancano Avvocato e Cavaliere.
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Federer entra nella Hall of Fame e viene da pensare che sia la Hall of Fame ad avere bisogno di lui, non il contrario. Venti Slam, 103 titoli, 310 settimane da n°1 raccontano solo una parte della storia. Federer ha reso il tennis più elegante, leggero, perfino semplice agli occhi di chi lo guardava. Ha vinto tantissimo senza mai esaltarsi. I campioni passano, lo stile resta. E il suo resterà a lungo.
