Sarà il caldo osceno, sarà la preparazione non ancora definita ma gli errori difensivi, portieri compresi, in questo secondo turno di campionato, dimostrano che la tensione tattica ha fatto dimenticare il primo comandamento: l’attenzione e la cura del marcamento. Il secondo gol della Juventus, il raddoppio vincente del Como, le feste fiorentine davanti a De Gea, la rete di Frattesi, spiegano alcuni risultati più che limpide azioni di gioco. Gli attaccanti faticano o sprecano l’impossibile, allora ci pensano i centrocampisti seri, Calhanoglu ad esempio, a Cagliari, dove l’Inter si è sfinita, ha rischiato, dopo aver buttato via mezza dozzina di gol. Al Maradona la sfida ideologica (pensate un po’ a che punto siamo arrivati anche noi cronisti) tra Allegri e Fabregas, è andata allo spagnolo, un paio di riflessioni: il Napoli ha un solo attaccante, Hojlund, ma ha totalmente smarrito McTominay che evita tutti i contrasti, dunque è un problema imprevisto; il Como gioca con la presunzione che è consentita nel nostro campionato, ha vinto sudando per la canicola e non per il ritmo, vedremo se si comporterà ugualmente nel clima champions.
Il Milan ha un centravanti, la Juventus lo cerca dopo avervi rinunciato, domenica prossima l’incontro a Torino darà le prime risposte sui disegni di Amorim, belli dalla cintola in sù, preoccupanti quando ci si deve coprire e su quelle di Spalletti che ha cento idee e pochi uomini pronti a comprenderle. Si attendono buone notizie dalla Roma che ha molto da dire mentre, nel silenzio del suo popolo, la Lazio si ritrova in testa con 6 punti. Tutte giocano ad andatura amichevole, lo stacco, tecnico ed agonistico, rispetto a Premier e Liga, è sempre più ampio, non risulta che nelle ultime ore di mercato arrivino Haaland, Lemine Yamal, Bellingham, Mbappè, Kvara o Dembelé, dunque stiamo calmi, il meglio è passato.
