Le mani sulla Coppa. Quelle invalicabili e ferme di Unai Simon, leader silenzioso trafitto solo una volta in sette partite di questo Mondiale e capace di togliere il primato di imbattibilità iridato al nostro Walter Zenga; quelle grandi e rotte (sta giocando con un dito fratturato) di Dibu Martinez, leader carismatico che invece di gol ne ha incassati molti di più ma che resta un punto di riferimento della sua Nazionale. Due portieri di livello che giocano in squadre non blasonate (l'Athletic Bilbao e l'Aston Villa) ma con caratteri e caratteristiche opposte: lo spagnolo è un estremo difensore moderno, abile nel gioco palla a terra e quasi un undicesimo giocatore di movimento; l'argentino è dominante in area di rigore e aggressivo nelle uscite oltre che uno specialista nel parare i tiri dal dischetto.
Unai, 29 anni, figlio di poliziotti, diventò portiere per pigrizia: da piccolo fu messo tra i pali perchè non aveva tanta voglia di correre. Moderno sì, come fu Jongbloed nell'Olanda spettacolo degli anni '70, ma cresciuto con un modello antico, quel Gigi Buffon di cui ammira equilibrio, sobrietà e fedeltà. È un antidivo, quindi niente social abbandonati quattro anni fa per non farsi condizionare dai giudizi. E l'ex tennista Rafa Nadal come fonte di ispirazione per la sua capacità di resettare mentalmente dopo un errore, approccio secondo lui fondamentale per un portiere. Dall'asturiano ha preso quindi freddezza e razionalità. Da tempo, lui che ha vinto il Trofeo Zanmora, sta vincendo la concorrenza di Raya, portiere dell'Arsenal campione in Premier e finalista in Champions, e Garcia, il numero uno del Barcellona padrone della Liga.
Dibu, 34 anni a settembre, ha un temperamento grintoso, irriverente e competitivo che si traduce in comportamenti e dichiarazioni talvolta provocatori, dentro e fuori dal campo. Dopo la vittoria mondiale del 2022 in Qatar si lasciò andare a un gestaccio
volgare in mondovisione dopo aver ricevuto il trofeo di miglior portiere. Ora si è fatto colorare i capelli di Albiceleste. Due volte Best Fifa Goalkeeper e Premio Yascin (come Buffon), ha sempre sottolineato l'importanza di una preparazione mentale oltre che fisica: la sua routine quotidiana parla di Pilates, sedute di relax e massaggi, oltre a un incontro con il suo psicologo prima di ogni partita. E dall'età di 21 anni tanto yoga e grande attenzione all'alimentazione.
Domani nella sfida tra
campioni d'Europa e d'America, che saltò a marzo per i problemi organizzativi, dovranno blindare i loro pali per alzare la Coppa: Dibu, come detto, farebbe il bis, Unai completerà la doppietta con il trofeo continentale.
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