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Calcio

Milan e Juve, c’è l’Euroleague per le deluse della A

Amorim, testa alla Dea. E la Signora non ha gradito la scenata di Spalletti

Milan, Amorim day. Oggi è a Milano

La Juve punta a dimenticare Cagliari e in particolare la scena finale poco edificante tra Spalletti e Pisacane che non è piaciuta alla Juve e in particolare a Elkann. Il tecnico si difende, «io non ho fatto niente, niente, niente» ripete e «chi ha parlato di schiaffo ha detto una cosa falsissima» aggiunge. Il Milan prova invece a capire, cambiando ancora sistema di gioco, se davvero può fidarsi di Camarda chiamato al debutto ufficiale in Europa league dopo aver disputato qualche spicciolo in A. E così che le due regine di un calcio italiano di un tempo che non c’è più provano a ritagliarsi un presente meno deprimente di quello vissuto negli ultimi anni e negli ultimi giorni. A dire il vero la Juve ha avuto una partenza diversa in Europa league: una bella goleada contro un rivale di modesta caratura che sembrava facesse dimenticare gli stenti di Kolo Muani. E invece a Cagliari punto e da capo. Dovesse ripetere il successo anche a Vigo, città che evoca un glorioso passato (sede del ritiro azzurro del mondiale di Spagna ’82), potrebbe cominciare a fare calcoli interessanti sulla qualificazione diretta. È più complicato invece il cammino del Milan che si ritrova a Salisburgo, dovendo ricominciare da zero per via della dolorosa sconfitta col Benfica a San Siro. Qui Amorim è convinto di cambiare ancora sistema di gioco oltre che interpreti e sinceramente non gli si può dare torto perché poi domenica alle 18 c’è l’Atalanta a San Siro. E dopo il mezzo passo falso di Reggio Emilia, diventerebbe una crisetta perdere altri punti per strada. Oltre al debutto di Camarda c’è il ritorno di Tomori in difesa (unica novità perché qui le forze sono contate) e un disegno tattico ancora inedito, un 4-2-3-1 segnale inconfondibile di trovare un vestito adatto alle caratteristiche degli interpreti. È vero che Cardinale si è affrettato a far sapere che «l’allenatore gode della piena fiducia e del totale supporto del club» a conferma che l’insoddisfazione, palese sul viso di Cardinale domenica sera, non poteva compromettere il rapporto con il tecnico. Almeno su questo punto è stata fatta chiarezza. Ma anche qui il tempo a disposizione per trovare identità e successi non è infinito.

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