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Calcio

Milan, meglio con i titolari

Amorim sceglie i giocatori di maggiore qualità, Lecce dominato. Ma perché Estupinian e non Moreira?

AC Milan's Goncalo Ramos, left, battles for the ball with Lecce's Jamil Siebert during the Serie A soccer match between AC Milan and Lecce, in Milan, Italy, Sunday, Sept. 20, 2026. (AP Photo/Antonio Calanni)

L’interrogativo che resta sospeso nel clima del compleanno di San Siro festeggiato dai 75 mila di ieri sera è uno solo ed è semplicissimo: perché Pervis Estupinian?

Intendiamoci qui non c’è nulla di personale nei confronti del colombiano, acquistato lo scorso anno dall’altra gestione milanista, e poi dopo i primi test non molto attendibili relegato in panchina da Massimiliano Allegri per far posto a Davide Bartesaghi che in questa stagione è rimasto dietro le quinte.

All’Olimpico, contro la Lazio, nel primo tempo è stato autore di qualche sfondone difensivo spalancando la porta a Cancellieri per l’1-0, così come capitò esattamente nella la stagione prima con Isaksen.

E allora perché non Diego Moreira, acquisto top dell’estate e protagonista di quella ripresa a 100 all’ora contro la Lazio? Tanto per ingigantire l’obiezione, l’ultimo arrivato ieri sera ha firmato il rotondo 3 a 0 che consente al Milan di chiudere senza affanni e con qualche lode la sua serata.

La spiegazione più accreditata è la seguente: perché con Chukwueze più avanzato a destra è meglio avere in copertura il fianco sinistro per disegnare una sorta di ibrido 4-4-2. Sarà, come sospirano gli scettici.

Di sicuro affidato al talento dei suoi titolarissimi il Milan rompe il sortilegio del primo tempo senza gol (Pulisic torna nel tabellino dopo 266 giorni) e finisce con un rotondo 3 a 0 che ripropone anche il contributo di Rabiot, di Ramos e soprattutto, in fase di costruzione di Luka Modric.

Il Milan chiude la prima frazione con il 75% del possesso palla, cifra enorme di questi tempi ma lo fa a bassa velocità e riesce a creare qualcosa di buono solo con qualche lancio da dietro e gli inserimenti del miglior Pulisic mentre nella ripresa la danza diventa frenetica ed è allora che lo spettacolo decolla, al pari del rendimento collettivo e del risultato.

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