Amorim ha proposto due Milan: uno, il primo, deprimente e sbagliato (nello schieramento), l’altro, il secondo - con le correzioni decisive - promettente, capace di rimontare la china dello 0 a 2 e di sfiorare addirittura la remuntada clamorosa. Questo significa che il cantiere rossonero è aperto ma soprattutto che il tecnico non ha ancora fatto le scelte giuste. Perché nel primo tempo la Lazio ha dominato da cima a fondo, ha sfruttato in particolare due dormite di Estupinan per realizzare con Cancellieri e poi con Noslin il 2 a 0 meritatissimo arrivando vicino al terzo sigillo evitato grazie a Maignan. Troppo arrendevole e inconcludente quel Milan per essere degno delle aspettative. Così nella ripresa le tre correzioni decise all’intervallo hanno capovolto l’inerzia della sfida. Il ruolo
fondamentale è da riconoscere a Diego Moreira, entrato come un satanasso, schierato sulla sua corsia, a sinistra, e capace in pochi minuti di rifilare due rasoiate che hanno pareggiato il conto.
A offrire un contributo decisivo hanno concorso il debutto stagionale di Pulisic e la sostituzione di Modric (poco lucido) con Musah, protagonista di una serie di recuperi, prezioso quello per il 2-2. Anche qui Mandas ha fatto il suo con un paio di provvidenziali parate, la più complicata delle quali è su Pulisic, per evitare il rovescio. Alla fine la Lazio, senza più benzina né energia, ha dovuto accettare il pari rinculando metro dopo metro. Ma il quesito fondamentale della serata da rivolgere ad Amorim è il seguente: a quale Milan dobbiamo credere? E i cambi non sono forse il riconoscimento di scelte sbagliate? La risposta
è sicuramente sì. Perché se Estupinan l’anno scorso non ha mai trovato spazio con Allegri non è stato certo per un capriccio ma per una valutazione calcistica, così come Loftus-Cheek continua a promettere molto e a mantenere zero. Perché da quella parte, sul fianco sinistro dell’attacco laziale, Gattuso è riuscito a mettere a ferro e fuoco la difesa rossonera. Una sconfitta pesante trasformata in una rincorsa strepitosa pone qualche altro interrogativo sul futuro milanista mentre promuove a pieni voti Gattuso. Nessuno gli chiede di vincere la quarta di fila ma ci è andato vicinissimo.
