The Spare è il titolo del libro autobiografico del principe Harry Windsor. La Riserva, l’altro rispetto al primo erede designato, il fratello William. Così il ct della nazionale, un rincalzo di Ancelotti prima e di Guardiola dopo, Andrea Pirlo è The Spare, commedia diventata farsa trova l’epilogo, prevedo che all’annuncio verrà detto che era lui la prima scelta, risate e applausi. Il gioco estivo ribadisce la dimensione del nostro calcio, una volta isola del tesoro, oggi un luogo da evitare, nel mercato si segnalano molte rinunce ad accettare le offerte di club illustri, questa vicenda federale è inedita, per gli attori che la stanno recitando. Già la proposta ad Ancelotti, sotto contratto con il Brasile, non era stato elegante e, tra l’altro, per accordo tra le parti, sarebbe dovuto rimanere segreto ma in conferenza stampa Maldini ha confessato la trattativa che aveva anticipato quella con Guardiola. Poi il no del catalano che se l’è cavata con una frase di repertorio «onorato ma non me la sento», tradotto meglio le ferie a Dubai e Barcellona, nel mezzo l’annuncio di un progetto a otto-dieci anni contestato, nei tempi, da Cairo che, per la cronaca, da 21 anni non ne ha realizzato uno con il Torino, a seguire altre voci attorno alla nazionale che tra due mesi esatti, il 25 settembre, incomincerà la Nations League contro il Belgio a Roma, dunque una nuova avventura, questo è il sostantivo giusto, per Pirlo. Un tempo la maglia azzurra e il ruolo di ct rappresentavano l’orgoglio e la stazione di arrivo di qualunque professionista, da qualche anno la nazionale è una tappa di passaggio, al di là di esoneri ci sono stati esempi di allenatori che hanno preferito altre esperienze ma ora sognano di rientrare, come se l’Italia fosse un albergo a ore con la porta girevole. Avanti c’è posto. Buon viaggio al nuovo cittì. Andrea The Spare.

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