Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 04:20
In evidenzaAggiornato alle ore 04:20
Calcio

Spalletti, Juve “migliorata”. Quest’anno la sente più sua

In mezzo a difficoltà di bilancio e operatività sul mercato, Kolo Muani, il portiere Vicario e Alajbegovic hanno colmato certe lacune. Ma l’esordio potrebbe essere soft o nascondere rischi

Tecnico Juve Luciano Spalletti, 67 anni

Dieci lettere che Spalletti ripete volentieri e più volte. «Migliorati»: riferite ovviamente alla Juventus che lui guida per la prima dall’inizio della stagione e che pertanto sente inevitabilmente più sua rispetto a quella presa in corsa da Tudor nella scorsa stagione. Il campo dirà ovviamente se quella sensazione che il tecnico di Certaldo ha manifestato ieri si rivelerà esatta ma, in realtà, tanti dubbi non dovrebbero essercene: la Signora della passata stagione non si è qualificata per la Champions (la volta precedente risaliva al 2010/11, con Delneri in panchina), ha giocato gran parte delle sue partite senza un centravanti vero (David inguardabile, Vlahovic ai box per mesi e mesi), scoprendosi in fretta vulnerabile in difesa con un portiere non all’altezza.

Adesso, pur in mezzo a mille difficoltà di bilancio e con relativa operatività sul mercato - dove nei prossimi giorni si cercheranno ancora un centrocampista di livello e un attaccante, cui dovranno essere affiancate almeno quattro o cinque partenze -, certe lacune dovrebbero essere state colmate: Kolo Muani lo si conosce già, Vicario è portiere affidabile e Alajbegovic («uno di quei calciatori che crea lo shock temporale, capace di vedere la giocata e di valorizzarla», la descrizione del tecnico bianconero) stuzzica il senso estetico di tanti con premesse di grandezza assoluta. «Le sensazioni sono buone così Spalletti -. Non so a che livello siamo rispetto all’Inter, ma siamo migliorati: ci sono sette/otto squadre in grado di lottare per i primi quattro posti, ci metto anche la Fiorentina. Conta comunque poco fare discorsi: dobbiamo trovare gli equilibri giusti, poi le vittorie diranno quanto siamo andati avanti. Bisognerà vincere tante partite in campionato e in Europa League: è quello che qui si aspettano tutti».

L’esordio sul campo dei neopromossi ciociari potrebbe essere soft come nascondere rischi, ma va da sé che dalla Signora ci si aspettino i tre punti. Con Yildiz in campo, senza badare al mercato e alle voci che vorrebbero l’Arsenal pronto a offrire 100 milioni per il turco: «Possono offrire quello che vogliono, io voglio poterlo mettere in campo. Lui sa benissimo che non deve velocizzare niente: il suo futuro è già importante nella Juve». Testa solo al pallone: «La campana del campionato è già suonata, chi non sarà pronto si accorgerà che viene spinto verso l’uscita».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.