Calcioscommesse, Doni: "L'ho fatto per l'Atalanta" E spuntano 3 gare sospette

L'ex capitano dell'Atalanta: "L'ho fatto per la passione per la mia squadra". Il calciatore del Piacenza, Gervasoni parla di altri venti giocatori coinvolti e 3 gare di A sospette

Calcioscommesse, Doni: "L'ho fatto per l'Atalanta" E spuntano 3 gare sospette

Lo ha fatto solo per l'Atalanta. E' questa la motivazione che ha portato l'ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni, ad aderire all’iniziativa illecita delle scommesse. Lo ha affermato lo stesso giocatore nell'interrogatorio di garanzia.

"Io per l’Atalanta ho sempre giocato - ha spiegato Cristiano Doni al gip Guido Salvini e al procuratore della Repubblica Roberto Di Martino nell’interrogatorio di garanzia di venerdì scorso - e non ho guadagnato nulla dai fatti che ho raccontato. L'ho fatto solo per la passione che mi legava alla mia squadra e la speranza di poterla portare all’obiettivo di quella stagione".

Doni, nel corso dell’atto istruttorio, ha detto di essere stato avvicinato per truccare la gara Ascoli-Atalanta dello scorso campionato, ma di non avere voluto incontrare l’ascolano Micolucci, e ha aggiunto di non avere avuto la sensazione di una particolare arrendevolezza da parte dell’Ascoli nel corso della partita durante la quale, tra l’altro, era in panchina.

Il calciatore avrebbe invece confermato la manipolazione di Atalanta-Piacenza, e ha precisato: "Io non avuto alcuna parte in guadagno o vicende simili attinenti a scommesse su questo risultato".

"Dal punto di vista umano credo che tutto sia partito dalla retrocessione della squadra in B e dal desiderio di riportarla su. Gli si è paventata la possiblità di ottenere risultati facili. Poi indubbiamente delle scommesse ci sono state. Ma sotto il profilo umano, ha specificato che mai nella vita si sarebbe sognato di vendere una partita contro la sua squadra". Così Salvatore Pino, legale di Cristiano Doni, ha commentato la posizione del suo assistito a Radio Sportiva.

Intanto emergono altri dettagli sull'inchiesta. Infatti, nell’ultimo interrogatorio davanti al pm e in quello di venerdì davanti al Gip, il calciatore del Piacenza Carlo Gervasoni, ha parlato di altre 10 partite, rispetto a quelle note alla magistratura, 3 delle quali di serie A.

Gervasoni, nei due colloqui con i magistrati, avrebbe fatto inoltre il nome di

una ventina di giocatori che potrebbero essere coinvolti nel giro delle partite truccate. Ha spiegato, inoltre, che delle combine di 3 partite di serie A di cui ha parlato, due sarebbero andate a buon fine.

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