Dici Cremona e la mente vola a Stradivari, Amati, Guarneri: un tridente spettacolare cui si affiancano altri cremonesi di rango come Monteverdi, Cavalli e Ponchielli. Sono queste le fondamenta di una città musicalissima, con un conservatorio, una scuola di alto perfezionamento come l'Accademia Stauffer, un teatro d'opera intitolato a Ponchielli e, soprattutto, il Museo del Violino "Antonio Stradivari", scrigno di storia ma anche centro di ricerca e produzione.
A Claudio Monteverdi, autore di quello che molti considerano il primo vero melodramma della storia, L'Orfeo (1607), è dedicato il Festival che quest'anno raggiunge la 43ª edizione. Dopo l'anteprima di maggio con Cecilia Bartoli, da ieri al 21 giugno il Monteverdi Festival torna a trasformare la città in un palcoscenico diffuso con oltre trenta appuntamenti tra opere, concerti e progetti speciali. Per l'inaugurazione il Vespro della Beata Vergine nella chiesa di Sant'Agostino, con Leonardo García-Alarcón alla guida della Cappella Mediterranea.
Da quel momento si intrecciano i luoghi monteverdiani e quelli di Stradivari: il Ponchielli e il Teatro Filo, le chiese cittadine, il Museo del Violino. Alla guida del festival c'è Andrea Nocerino, 35 anni, di Udine, sovrintendente del Ponchielli e primato non da poco: il più giovane sovrintendente d'Italia. Il tema scelto per questa edizione è Cantami, o Diva!, un percorso dedicato alle grandi eroine del teatro musicale.
Quattro i titoli operistici in cartellone: L'incoronazione di Poppea di Monteverdi, Le nozze di Teti e Peleo di Cavalli, Dido and Aeneas di Purcell, proposta a Mantova, e la nuova commissione Teodora Imperatrice di Mauro Montalbetti. Al centro, figure femminili potenti e controverse come Poppea, Teti, Didone e Teodora. Accanto all'opera trovano spazio la musica sacra, con il Vespro della Beata Vergine, concerti dedicati a Dowland e Legrenzi, madrigali diffusi nei palazzi storici e progetti rivolti ai giovani interpreti.
Continua intanto il percorso di riscoperta dedicato al cremasco Francesco Cavalli, allievo di Monteverdi e maestro della Cappella Ducale di Venezia. All'apice della fama il suo Xerse fu scelto per celebrare le nozze di Luigi XIV. E i conterranei continuano a considerarlo uno di famiglia: restano nella memoria i pullman partiti da Cremona verso Teatro alla Scala nel 2021 per applaudire La Calisto del loro Cavalli.
"Poppea, Teti, Didone e Teodora incarnano il potere, il desiderio, la responsabilità e il conflitto", osserva Nocerino. Per questo il Monteverdi Festival 2026 assume sempre più i contorni di un vero Opera Festival, nel quale il tema dell'empowerment femminile diventa la chiave di lettura delle protagoniste e un controcanto contemporaneo alle narrazioni dell'epica classica e della storia antica.
Tutto accade in questa città appartata dell'estrema Lombardia meridionale, a pochi chilometri dal confine emiliano. Cremona non fa la diva, ma possiede una densità musicale che poche altre città italiane possono vantare.