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Il Cav fa shopping all’ipermercato, tra scherzi e applausi

BLITZ Bagno di folla in un centro commerciale vicino ad Arcore. La sosta in un negozio di borse

Villasanta (Monza)Racconta chi l’ha visto da vicino che il premier sembrava anche più cordiale del solito, come se quel colpo al volto non gli avesse fatto passare la voglia di stare in mezzo alle persone. Anzi, proprio il contrario. «Sorrideva e parlava con tutti, era sereno e tranquillo. Si è rimesso in forma e non è più come nelle fotografie apparse sui giornali qualche settimana fa». Giovedì 31 dicembre, ore 16. La prima uscita pubblica di Silvio Berlusconi, dopo l’aggressione in piazza del Duomo a Milano, comincia il giorno di San Silvestro con un giro nell’ipermercato Il Gigante di Villasanta, un piccolo paesino della Brianza, tra Arcore e Monza. E dura un paio d’ore o poco più, in mezzo alla gente che appena lo vede gli va incontro per salutarlo e stringergli la mano. Con il cellulare nell’altra pronti a immortalare uno scatto insieme al presidente del Consiglio. Che ha ancora due vistosi cerotti bianchi, uno sulla guancia e l’altro sul naso a nascondere i lividi rimasti dopo quella terribile botta al viso, ma un’espressione rilassata e contenta. Sta bene e lo dicono tutti. Lo capiscono le persone che lo guardano mentre passeggia avvolto nel suo giubbotto sportivo tra le vetrine dell’ipermercato accompagnato dalla scorta. Qualcuno gli si avvicina per assicurarsi che ora vada tutto bene e che il momento peggiore sia davvero passato. Il tempo di prendere un caffè, fare qualche acquisto in un negozio di borse e valigie, stringere la mano al direttore del centro commerciale e fare gli auguri per il nuovo anno agli impiegati dietro le casse. Mentre la gente intorno lo ricambia con un applauso. Passano poche ore e la notizia della visita a sorpresa del premier a Villasanta rimbalza sul web. Sul blog «San Precario» compare una foto di Berlusconi al centro commerciale e iniziano i primi commenti. C’è chi sostiene che l’aggressione del 13 dicembre sia stata fatta su misura per accrescere la sua popolarità, altri continuano a ribadire che si tratti solo di una farsa e si rifanno a una posizione diversa dei cerotti sul viso del presidente. Poi arrivano i sostenitori del Cavaliere augurando ai commentatori antiberlusconiani di guarire in fretta dalla loro malattia mentale e che la smettano di «inveire e rosicare perché i loro leader non sono così amati dalla folla».
E invece al Gigante dicono che il premier abbia scherzato persino con una ragazza. «Si è accorto che non riusciva a fargli una foto ed è andato vicino a lei a farsela scattare». I signori Campanile, Paolo e Rita, il 31 pomeriggio erano al centro commerciale per fare gli ultimi acquisti per il cenone di fine anno. Sciocchezze, stupidaggini. Niente di importante. Ma quando sono arrivati davanti all’ingresso, sono stati travolti dalla calca. Erano tutti lì davanti al chioschetto dove vendono la pizza al trancio, attorno al presidente del Consiglio e alla sua scorta. «Mia moglie mi ha chiesto cosa stesse succedendo, perché una ressa così non l’avevamo mai vista, nemmeno il giorno di San Silvestro». Poi hanno capito. Non è la prima volta a dire la verità che il Cavaliere viene in questo grande magazzino a pochi minuti di macchina da Villa San Martino. E non è nemmeno la prima volta che i coniugi Campanile lo incontrano.
«Lo abbiamo incrociato spesso ad Arcore, nei mercatini o in centro, a passeggio. Non è così inconsueto. Lui si ferma a parlare con le persone che incontra». Sono vent’anni che il signor Paolo, impiegato con quattro figli, vive nella stessa cittadina del presidente del Consiglio. Non abitano proprio vicini, ma la strada che porta a Villa San Martino la conosce bene. Ci passava davanti tutte le mattine quando doveva portare i bambini a scuola. Fuori dai cancelli adesso è pieno di carabinieri e uomini della sicurezza, forze dell’ordine che sorvegliano gli accessi alla residenza. Un rafforzamento dei controlli scattato da quando Berlusconi ha deciso di passare lì la convalescenza, dopo il ricovero all’ospedale San Raffaele. In questi giorni poi, è stato un via vai di furgoni che portavano pacchi e regali e la sera del 31 dicembre sono arrivati gli ospiti a festeggiare.

Il signor Paolo ripensa a quell’incontro al Gigante col Cavaliere. «Lui ama stare in mezzo alle persone, è il suo carattere. Ma vederlo così, dopo quello che è successo... insomma, sono rimasto colpito. Dalla sua cordialità».

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