D’altra parte lo aveva scritto sul manubrio della bicicletta, quasi fosse inciso nel suo DNA: è un ‘bullet’, un proiettile. Niente di nuovo per Remco Evenepoel, che ancora una volta dimostra come il suo tempo sia sempre questo. Nessuno come lui, probabilmente nella storia, visto che a soli 26 anni vince come un ‘cecchino’: ciò che punta, prende. Il belga va contro ogni logica della biomeccanica e della fisiologia, visto che Remco ha un peso piuma di soli 60 kg distribuiti su un fisico brevilineo di centosettanta centimetri. Un rapporto peso-potenza eccezionale, unito alla capacità di mulinare rapporti mostruosi a frequenze impossibili: le caratteristiche di un fenomeno assoluto. Intanto a Montreal si porta a casa il quarto titolo mondiale consecutivo della sua pur breve carriera professionistica, a cui si aggiungono l’oro olimpico e quello europeo del 2025. Ganna ha provato in tutti i modi a impedirgli l’ennesimo show, nonostante nel confronto diretto lo vedesse indietro 11-8 con il belga. Al primo intermedio era solo 10°, a 22′ dal belga; meglio nel secondo, 4° a 40′. Al terzo 2° a 48′. Alla fine sarà argento, il 3° iridato in carriera. È finita come si pensava all’inizio, con il belga mattatore che si porta a casa per il 4° anno consecutivo il titolo mondiale a cronometro. Senza Pogacar, domenica prossima Remco potrà prendersi la scena e anche la maglia iridata in linea per un’accoppiata mai riuscita nella storia: ieri ha solo preso le misure. Tempo al tempo.

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