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Cinema

Anche stavolta Godzilla ci libera dal male. Con tanta “action”

Il capitolo 39 della saga è in cartellone al “Lucca Comics & games”

Godzilla Minus Zero, film

Il Bene contro il Male. Storia di armi e di vendette. I mostri, che poi così mostruosi non sono mai. E gli uomini, molto più temibili e crudeli delle bestie, deformate per prendere le sembianze di draghi a tre teste o dinosauri sopravvissuti. Storia forse non originalissima ma sempre attuale perché, come scrisse Schopenhauer, l’essere umano è l’animale più crudele e feroce che esiste anche se noi lo conosciamo nella sua versione addomesticata di civiltà. Il senso di uno dei titoli più attesi dell’autunno, quel Godzilla minus zero - presentato a Milano in anteprima mondiale e in cartellone a «Lucca comics & games» oggi 31 ottobre, e poi in sala dal 12 novembre - è un po’ tutto qui ma la carne al fuoco, credete, non è poca.

Il capitolo numero 39 della saga Toho che segue

Godzilla Minus one, è un live action che non risparmia tensione e adrenalina. Girato in formato Imax ad altissima risoluzione - quindi è consigliabile vederlo nei cinema con questa tecnica di proiezione - il film, diretto da Takashi Yamazaki con un cast interamente giapponese, distilla una vicenda articolata che ha il suo culmine nello scontro fra King Ghidorah, emblema del Male, e Godzilla, dinosauro temibile e terribile simbolo di salvezza e contraltare al perfido avversario.

L’uomo, che non dimostra rispetto nemmeno per la fauna primordiale, non si fa scrupolo di metterli a confronto pur di sistemare i propri scheletri nell’armadio. Salvo poi rendersi conto che la più costruttiva delle vendette consiste nel non moltiplicare i conflitti. Roba che solo al cinema visti gli assetti politici internazionali tutt’altro che rassicuranti

in tal senso. Vietati ulteriori dettagli della trama - e sono molti - perché non sarebbe giusto togliere al pubblico il gusto di scoprirli nelle due ore e un quarto abbondanti di quello che è un grande spettacolo non solo per gli imponenti e voraci protagonisti con zampe e ali - Ghidorah e Godzilla - ma anche per una trama tutt’altro che esile e molto attentamente costruita. Peccato, e qui sta il difetto maggiore, per una recitazione scadente, approssimativa e ipergestuale, spesso inutile e sopra le righe.

D’accordo, Godzilla Minus zero non appartiene a un genere adatto come esame per raffinate prove attoriali, però anche gli orientali hanno limiti.

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