da Venezia
Erano sette anni che il grande Werner Herzog non girava un film di finzione. Anche se lui, rispetto ai cinque meravigliosi documentari che ha realizzato in questi anni, dice: «Non faccio una grande distinzione tra film di finzione e documentari, per me sono tutti film, è unprocesso sempre molto creativo». Così approda nel concorso della Mostra del cinema di Venezia numero 83 con Bucking Fastard (l’anno prossimo al cinema con IWonder), una sorta di scherzetto in tre atti ispirato alla storia vera delle sorelle dello Yorkshire Freda eGreta Chaplin, diventate famose negli anni Ottanta per aver ricevuto un ordine restrittivo da un uomo con cui entrambe avevano avuto una relazione. Nel film sono Jean e Joan Holbrooke e sono interpretate straordinariamente dalle sorelle attrici Kate e Mara Rooney che riescono per tutto il film a parlare perfettamente all’unisono, cifra distintiva di questa strana coppia che, proprio nella prima sequenza del tribunale, dove sono state trascinate dal personaggio interpretato da Orlando Bloom, coniano il titolo del film esclamando insieme «Bucking Fastard» al posto di «Fucking Bastard ».
Werner Herzog si diverte a ricamare su questa vicenda, tre atti, aggiungendo al primo del processo, quello delle due sorelle che vanno a vivere da sole in città per poi tornare alla fine in campagna, ai piedi di una montagna con caverne misteriose. «Questa parte – spiega il regista che domani compie 85 anni – rappresenta il paesaggio dell’anima e dell’immaginazione, non c’è nulla di realistico. Le grotte sono in Slovenia e sono straordinarie anche se potevamo girare solo di notte perché di giorno ci sono i visitatori». E, sul lavoro delle sorelle Mara, aggiunge: «Non abbiamo dovuto fare molte prove
