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Cinema

La rara intervista a Tom Cruise: “Fare film non è ciò che faccio. È ciò che sono, è una sfida costante”

In occasione dell’uscita di “Digger”, l’attore si racconta a GQ tra passione per il cinema, nuove sfide e una carriera vissuta sempre al limite

Tom Cruise, le immagini dagli esordi a oggi 30

I giornalisti lo sanno bene: riuscire a ottenere un’intervista con Tom Cruise è cosa rara, ma quando l’attore decide di aprirsi lo sa fare come nessun’altro. L’intervista rilasciata a GQ in occasione dell’uscita del suo ultimo film “Digger” ne è la prova. Sempre attento a non scoprirsi mai troppo, almeno sul fronte privato, Tom Cruise si è raccontato a tutto tondo, mostrando un lato si sé più intimo, parlando del suo amore profondo per la recitazione e del suo modo di fare cinema.

La passione per il cinema

“Ero un ragazzino con un sogno”, ha rivelato l’attore, che sin da piccolo ha manifestato una profonda ammirazione per il mondo del cinema: “Sono stato precoce, guardavo le persone e osservavo le loro vite nei film”. Così il passo dall’essere un osservatore a mettersi in gioco è stato quasi naturale: “Volevo fare film, ma non ho frequentato una scuola di cinema o di recitazione all’improvviso, a 18 anni, quel sogno ha iniziato a diventare realtà. Con il tempo ho capito che, dentro di me, avevo il mio piano segreto. Da bambino avevo imparato che i sogni non vanno rivelati a nessuno. Li scrivevo su una lavagna e li appendevo alla parete. Non era: ‘Voglio diventare famoso’. Certo, desideravo fare film, ma volevo viaggiare per il mondo, conoscere le persone e la vita”. La televisione, invece, non lo ha mai affascinato: “Non ho nulla contro la TV via cavo, la televisione tradizionale o Netflix. Penso che siano fantastici. Creano posti di lavoro e opportunità. Ma ciò che amo il cinema è il ritrovarsi tutti insieme in una sala a condividere un’esperienza. Per me i film sono soprattutto una cosa: umanità”.

La carriera, una sfida costante

Dal suo debutto nel 1981 in “Taps - Squilli di rivolta” e “Endless Love” Tom Cruise ha girato oltre cinquanta pellicole, concentrandosi sulla qualità piuttosto che sulla quantità. “Ogni progetto che ho affrontato è stato scelto in modo attento, sempre legato a precise sfide e obiettivi personali”, ha dichiarato nell’intervista, aggiungendo: ”Fare film non è ciò che faccio. È ciò che sono. Per me, casa è un set cinematografico”. La sua carriera è stata una sorta di continua evoluzione tra ruoli diversi e sfide continue: “Un passo dopo l’altro. E molte cose di cui non ho mai parlato, tipo cosa ho fatto, perché l’ho fatto e cosa volevo esplorare, sono scelte. Sto esplorando le mie capacità, imparando cose nuove, spingendosi sempre oltre. Alla fine, si tratta di storie, di personaggi. Adoro il cinema. È una forma d’arte da non dare mai per scontata”. Una dedizione che continua anche quando è lontano dal set e dalla cinepresa: “Anche quando non giro film mi preparo per il prossimo progetto. Studio sempre qualcosa. Imparo sempre qualcosa, sempre. Un film non comincia quando si gira e ci si trova sul set. A volte richiede anni di preparazione”.

Una vita sul “precipizio”

Proprio come Ethan Hunt, il personaggio che interpreta nella saga “Mission Impossible”, Tom Cruise ha scelto di vivere una vita al limite: “La vita è un’avventura. Voglio stare sul bordo del precipizio e guardare giù, sia fisicamente sia metaforicamente. Non temo la morte ma non significa che non provi paura. Non mi preoccupo di provare quella sensazione. Ho capito che la vita è fatta di certezze e incertezze. E sia nel fare film sia nel vivere, ciò che mi interessa è una cosa, spostare le incertezze un po’ più verso le certezze, ma allo stesso tempo creare nuove incertezze, così da continuare a muovermi, a crescere, a far parte dell’avventura”. E il filo conduttore della sua vita fuori e dentro al set sembra essere sempre lo stesso: “Sono una persona estremamente determinata. La vita io la affronto a testa alta. Lei mi viene incontro e io le corro incontro a testa alta. Non sono uno che fa le cose a metà”. A proposito di sogni Cruise non ha dubbi: “Non voglio sentirmi dire: ‘Hai raggiunto l’apice’. C’è sempre un nuovo sogno. Che provo ad avere 64 anni? Che c’è ancora tanta vita da vivere e c’è sempre un altro sogno. Penso che una persona che non ha sogni abbia deciso di non vivere”.

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