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Dalla cinofilia venatoria all'outdoor. Un settore che muove 8 miliardi

EOS è per la prima volta a Fiere di Parma: "Un comparto raccontato parzialmente che dà lavoro a 88mila persone"

Dalla cinofilia venatoria all'outdoor. Un settore che muove 8 miliardi

Cinofilia venatoria, tiro e armi sportive, fino all'enogastronomia della selvaggina: il mondo dell'outdoor trova a Parma un nuovo punto di riferimento. Dal 28 al 30 marzo, infatti, EOS European Outdoor Show approda per la prima volta a Fiere di Parma, portando nel cuore della Food Valley una manifestazione che riunisce imprese, associazioni e appassionati di un comparto spesso raccontato solo parzialmente nella sua reale dimensione economica e sociale.

Eppure i numeri raccontano una realtà molto più articolata. In Italia il mondo della caccia e dell'outdoor muove circa 8 miliardi di euro l'anno, dà lavoro a oltre 88mila persone e comprende un sistema industriale composto da aziende di armi sportive, produttori di attrezzature tecniche, servizi legati al turismo venatorio e a numerose attività all'aria aperta. Un comparto che negli anni ha sviluppato una forte vocazione internazionale.

"Il mondo dell'outdoor e della caccia - afferma Antonio Cellie, Amministratore Delegato di Fiere di Parma - rappresenta una filiera economica articolata, che coinvolge industria, turismo, gestione del territorio e tradizioni locali. Manifestazioni come EOS hanno il compito di restituire complessità a questo settore, creando uno spazio di incontro tra imprese, associazioni, ricerca e istituzioni. Per Fiere di Parma l'arrivo di EOS si inserisce in una strategia più ampia che guarda allo sviluppo di piattaforme fieristiche capaci di raccontare e valorizzare le economie dei territori. Il turismo e la vita all'aria aperta dialogano naturalmente con il nostro ecosistema fieristico, avendo come sfondo la Food Valley ovvero il contesto ideale per sviluppare nuove connessioni tra filiere, cultura e mercato". Dopo le oltre 40mila presenze registrate nell'ultima edizione, la manifestazione si presenta a Parma con un programma ampliato per rafforzare ulteriormente il ruolo dell'evento come punto di riferimento per l'intero settore. Tra le novità di questa edizione figurano nuove sezioni dedicate alla cinofilia venatoria, all'enogastronomia della selvaggina, accanto a un calendario fitto di appuntamenti tecnici, momenti di aggiornamento professionale e convegni scientifici dedicati agli operatori del comparto. Nei tre giorni della manifestazione si alterneranno incontri di approfondimento tecnico, dimostrazioni operative e momenti di discussione dedicati all'evoluzione delle attività outdoor, alla sicurezza e all'utilizzo delle nuove tecnologie applicate alle discipline sportive all'aria aperta.

Particolare attenzione sarà dedicata al tiro sportivo, di cui la manifestazione riunisce l'intera filiera industriale e associativa, offrendo ai visitatori la possibilità di conoscere più da vicino discipline venatorie e sportive che fanno parte della tradizione italiana dell'outdoor.

"Il tiro sportivo rappresenta una componente importante della cultura sportiva italiana e coinvolge una comunità ampia di praticanti, associazioni e realtà tecniche distribuite su tutto il territorio" continua Antonio Cellie. "Del resto Parma e il suo territorio hanno una lunga tradizione in questo ambito: da sempre sono un punto di riferimento per strutture, praticanti e cultura tecnica, ed è anche per questo che EOS trova qui un contesto particolarmente naturale".

La manifestazione offrirà una dimensione fortemente esperienziale, pensata per coinvolgere il pubblico e rendere visibili le diverse discipline sportive legate all'outdoor. Nei padiglioni e nelle aree interattive sarà possibile assistere e partecipare in prima persona a dimostrazioni di tiro con l'arco, action air e paintball, oltre alle prove di agility dog dedicate al mondo della cinofilia.

Tra i protagonisti dell'edizione parmense ci sarà anche la Fondazione UNA Uomo, Natura, Ambiente, nata nel 2015 con l'obiettivo di promuovere il dialogo tra cacciatori, ambientalisti, agricoltori e mondo accademico. "Il nostro obiettivo era dimostrare che su certi temi c'è molto più terreno comune di quanto si pensi", spiega il Segretario Generale Pietro Pietrafesa. Tra i progetti più significativi della fondazione c'è quello dei Paladini del territorio, una rete di volontari composta principalmente da appassionati di caccia ma aperta anche ai cittadini, impegnata nella tutela e nella cura dell'ambiente. "Abbiamo messo a sistema qualcosa che esiste da sempre", spiega Pietrafesa. "Manutenzione dei sentieri, pulizia dei boschi, prevenzione degli incendi, interventi di Protezione civile in situazioni di emergenza, educazione ambientale nelle scuole e iniziative di beneficenza a favore delle fasce più deboli della comunità: sono tutte attività che i cacciatori svolgono da sempre sul territorio, e che la Fondazione ha imparato a raccogliere, coordinare e raccontare".

Il contesto in cui si inseriscono queste iniziative è quello della gestione della fauna selvatica, tema sempre più rilevante per l'agricoltura e per l'equilibrio degli ecosistemi. Secondo i dati dell'ISPRA, alcune specie provocano ogni anno danni alle attività umane per decine di milioni di euro. Il caso più evidente è quello del cinghiale, responsabile tra il 2015 e il 2023 di oltre 171 milioni di euro di danni alle colture agricole.

"La gestione di queste criticità richiede un approccio integrato che preveda l'applicazione di metodi di prevenzione, ma che sappia intervenire con azioni di eradicazione e controllo dove necessario", spiega Piero Genovesi, Responsabile del Servizio Coordinamento Fauna Selvatica dell'ISPRA. "E il mondo venatorio può svolgere un importante ruolo per questi obiettivi". Gli fa eco Pietrafesa: "In Germania il cacciatore è considerato a tutti gli effetti un attore sociale nella gestione della biodiversità. In Italia chi è formato e collabora con le istituzioni nel controllo faunistico diventa una risorsa fondamentale per il territorio e va visto come un asset".

A Parma la Fondazione UNA porterà questo lavoro anche all'interno della manifestazione con un programma articolato di iniziative. Tra queste l'Arena del gusto selvatico, tre giorni di degustazioni e dimostrazioni culinarie con chef stellati e la scuola internazionale di cucina Alma.

L'obiettivo è far conoscere le carni selvatiche caratterizzate da un profilo nutrizionale ricco di omega 3 e omega 6 e contribuire alla costruzione di una filiera oggi ancora frammentata ma con importanti prospettive di sviluppo economico per molti territori.

Una manifestazione che punta dunque a raccontare un settore complesso, mettendo in relazione attività sportive, filiere produttive, cultura del territorio e gestione sostenibile della fauna selvatica.

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