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Assegno unico, occhio alla scadenza Isee: la data per non perdere gli arretrati

Le domande già accolte restano valide, ma senza Dsu aggiornata l’Inps paga solo l’importo minimo. Nel 2026 scatta anche la rivalutazione

Assegno unico, occhio alla scadenza Isee: la data per non perdere gli arretrati
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L’Assegno unico resta uno degli strumenti più importanti di sostegno al reddito familiare, ma il suo valore reale dipende sempre di più dalla puntualità con cui viene aggiornata la situazione economica del nucleo. La misura continua a essere erogata automaticamente a chi ha già una domanda valida, senza bisogno di ripresentare ogni anno una nuova richiesta. Ma questo non significa che le famiglie possano ignorare l’Isee: senza un’attestazione aggiornata, l’Inps riconosce soltanto gli importi minimi, con il rischio di perdere temporaneamente una parte del beneficio spettante.

L’importo dipende dall’Isee

Il meccanismo è pensato per evitare alle famiglie un nuovo passaggio burocratico ogni anno: come chiarito dall’Inps, chi ha già una domanda di Assegno unico accolta non deve ripresentarla, perché l’erogazione prosegue automaticamente. Il punto decisivo resta però l’Isee aggiornato: senza una nuova attestazione, l’assegno continua ad arrivare, ma viene calcolato sugli importi minimi previsti dalla legge. Per ottenere la cifra realmente spettante, comprese eventuali maggiorazioni, serve quindi rinnovare la Dichiarazione sostitutiva unica.

Quando recuperare gli arretrati

La scadenza da segnare è il 30 giugno 2026. Entro quella data le famiglie devono presentare la nuova Dichiarazione sostitutiva unica per evitare di perdere il conguaglio delle somme maturate nei mesi precedenti. In assenza di un Isee valido, infatti, da marzo il beneficio viene liquidato al minimo; se però la documentazione viene aggiornata entro giugno, l’Inps ricalcola gli importi e riconosce gli arretrati dovuti da inizio anno. Dopo quella soglia, il rischio è che il recupero non sia più pieno.

Rivalutazione degli importi

Per il 2026 gli importi vengono adeguati alla dinamica dei prezzi con una rivalutazione dell’1,4%, applicata sia alle quote base sia alle maggiorazioni. L’intervento recepisce la variazione dell’indice Istat dei prezzi al consumo e punta a preservare, almeno in parte, il potere d’acquisto del sostegno. I nuovi valori decorrono dalla mensilità di febbraio, mentre gli adeguamenti relativi a gennaio vengono riconosciuti a partire da marzo. In un contesto di bilanci familiari ancora sotto pressione, anche piccoli aumenti possono incidere sulla gestione delle spese quotidiane.

Il nuovo Isee

La cornice normativa cambia anche con l’introduzione del nuovo Isee per prestazioni familiari e per l’inclusione, previsto dalla legge di Bilancio 2026. L’indicatore diventa il riferimento per definire con maggiore precisione l’accesso alle prestazioni e il valore dell’Assegno unico.

La disciplina si estende inoltre ad alcune categorie di lavoratori dell’Unione europea non residenti in Italia, purché iscritti a una gestione previdenziale italiana e soggetti a contribuzione obbligatoria effettiva. Una novità che allinea la misura ai principi comunitari e amplia il perimetro dei beneficiari.

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