L’ammodernamento degli stadi di calcio in Italia porterebbe ad un potenziale aumento di 5,3 milioni di spettatori per il pallone nostrano e ad una spesa diretta sul territorio pari a 1,3 miliardi di euro che consentirebbe al nostro sistema calcistico di colmare il gap con le maggiori leghe europee. L’arrivo di Euro 2032 nel nostro Paese, inoltre, consentirebbe all’Italia di sfruttare un grande evento per creare una legacy solida e duratura nel tempo, sulla scia di quanto fatto recentemente con i Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Sono queste le principali evidenze di “Nuovi stadi ed Euro 2032: quando infrastrutture e grandi eventi diventano valore”, il focus dell’Osservatorio sullo Sport System 2026 che Banca Ifis ha presentato venerdì 5 giugno a Parma in occasione del Festival della Serie A. La presentazione del rapporto si è tenuta all’interno di un panel che ha visto il coinvolgimento del presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio; del presidente del Cagliari Calcio, Tommaso Giulini; del presidente della SS Lazio, Claudio Lotito; e del commissario per gli Stadi di Euro 2032, Massimo Sessa.
“Oggi gli stadi di calcio non sono più semplici luoghi ospitanti una competizione, ma piattaforme civiche multifunzionali, integrate nel tessuto urbano. L’analisi condotta dal nostro Ufficio Studi evidenzia come non esista una soluzione unica, ma come ogni territorio debba sviluppare il proprio modello di impianto in coerenza con le caratteristiche locali e le ambizioni di sviluppo. In tutti i casi, la direzione è chiara: ampliare la funzione dello stadio oltre il matchday, rafforzare il legame con il territorio e intercettare nuovi pubblici. Strutture moderne e polifunzionali possono infatti attivare nuova domanda. Si stima che oltre 5,3 milioni di italiani in più sarebbero disposti a frequentare gli stadi, generando un impatto economico diretto pari a circa 1,3 miliardi di euro. Gli stadi non sono soltanto leve di sviluppo locale, sono anche una condizione abilitante per cogliere appieno le opportunità offerte dai grandi eventi internazionali. In questa prospettiva, l’orizzonte di UEFA Euro 2032 rappresenta un’occasione unica per il sistema Paese” dichiara Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis.
La situazione degli stadi in Italia
Lo studio di Banca Ifis evidenzia come il legame tra italiani e calcio resti solido: circa il 52% della popolazione segue attivamente questo sport, pur se il coinvolgimento evolve verso nuove aspettative. In questo contesto, lo sviluppo di impianti moderni è in grado di attivare domanda aggiuntiva: si stima che il rinnovamento degli stadi di calcio in Italia porterebbe il 24% dei tifosi che attualmente non va allo stadio a provare questa esperienza, per un totale di 5,3 milioni di nuovi spettatori. Questo aumento dei tifosi presenti allo stadio genererebbe di conseguenza una spesa diretta sul territorio pari a 1,3 miliardi di euro, a conferma del ruolo centrale negli stadi per le economie territoriali.
Per analizzare lo scenario, l’Ufficio Studi di Banca Ifis ha realizzato un benchmarking di 16 best practice internazionali, individuando quattro modelli di riferimento che rappresentano altrettanti paradigmi evolutivi per il calcio italiano, ciascuno con un ruolo specifico in termini di posizionamento, integrazione urbana e impatto economico:
- Global Stadium – grandi hub internazionali, progettati per ospitare eventi globali e massimizzare l’attrattività turistica e commerciale;
- Urban Stadium – stadi pienamente integrati nel tessuto cittadino, con forte connessione a servizi, mobilità e vita urbana;
- Local Stadium – infrastrutture radicate nel territorio, focalizzate sulla comunità e sulla sostenibilità economica locale;
- Glocal Stadium – modelli ibridi che combinano rilevanza internazionale e identità territoriale, adattando l’offerta del club a scala locale e globale.
Questo framework risulta già applicabile a 21 stadi nel nostro Paese, confermando come l’Italia abbia avviato un percorso di rinnovamento infrastrutturale che, seppur ancora disomogeneo, presenta ampi margini di sviluppo. Alcuni interventi sono già stati realizzati, mentre altri sono in fase di progettazione o pianificazione, delineando una traiettoria che può ridefinire il ruolo degli impianti sportivi all’interno delle città e dell’economia nazionale.
Nel nuovo scenario, gli stadi evolvono da luoghi dedicati esclusivamente alla competizione sportiva a infrastrutture multifunzionali, aperte e integrate con il territorio, in grado di offrire esperienze prima, durante e dopo l’evento. L’attrattività degli impianti si gioca infatti su più dimensioni: la capacità di ospitare eventi internazionali anche extra-calcistici (Glocal), il forte legame con la città (Urban), l’attenzione alla sostenibilità ambientale ed economica (Local) e la qualità dei servizi offerti ai tifosi (Glocal). Tutti elementi che contribuiscono a posizionarli nel quadrante di alta attrattività e alto gradimento tra gli utenti, indicando un alto livello potenziale di tutte le tipologie di impianto
Euro 2032
Il tema infrastrutturale assume una rilevanza ancora più strategica in vista di UEFA Euro 2032, che vedrà l’Italia ospitare, insieme alla Turchia, 26 partite con il coinvolgimento di un numero selezionato di stadi nazionali. L’evento potrà contare su oltre 1,1 milioni di spettatori attesi, una permanenza media superiore a tre notti e un’audience globale stimata in oltre 5,4 miliardi di persone, generando un impatto complessivo per il Paese pari a circa 4,6 miliardi di euro. Questo dato è la risultante di: i) 0,8 miliardi di euro di heritage infrastrutturale; ii) 1,0 miliardi di euro di spesa diretta sul territorio; iii) 2,8 miliardi di euro di spesa differita sul territorio entro 12-18 mesi dalla fine di Euro 2032.
In questo scenario, il rinnovamento degli stadi si configura come un abilitatore decisivo per cogliere appieno il potenziale dell’evento e rafforzare il posizionamento internazionale dell’Italia. Ad oggi, l’Italia può essere praticamente certa di contare su 3 stadi per Euro 2032, nelle città di Roma, Milano e Torino, mentre le ulteriori 2 infrastrutture sono ancora da definire. Il tutto entro l’ottobre 2026, quando l’UEFA si esprimerà definitivamente sui Paesi e, conseguentemente, sugli impianti ufficiali che ospiteranno la competizione continentale.
Il ruolo di Banca Ifis e Ifis sport nello sviluppo dello sport system italiano
Proprio la crescente centralità delle infrastrutture sportive rende necessario un supporto finanziario dedicato e specializzato. In questo contesto si inserisce Ifis sport, la divisione di Banca Ifis all’interno della propria area Corporate & Commercial Banking creata per sostenere la crescita e la sostenibilità dell’intero ecosistema sportivo. Prima esperienza di questo tipo in Italia e tra le prime a livello internazionale, Ifis sport nasce con un approccio double bottom line, orientato a coniugare creazione di valore economico e impatti sociali positivi.
La divisione si rivolge a club, istituzioni, atleti, sponsor e stakeholder del settore, mettendo a disposizione una gamma di soluzioni finanziarie sviluppate su un’expertise consolidata nel tempo, in particolare nel settore calcio. L’offerta comprende operazioni di anticipo crediti – tra cui diritti televisivi, sponsorizzazioni e player trading – soluzioni di finanza strutturata, come fideiussioni e linee di credito anche per operazioni internazionali, e strumenti di leasing e noleggio operativo per infrastrutture, tecnologie e impianti sportivi, inclusi quelli per la produzione energetica sostenibile.
In un contesto che richiede investimenti crescenti per la modernizzazione degli impianti e l’adeguamento agli standard internazionali, Ifis sport si propone quindi come abilitatore finanziario della trasformazione infrastrutturale del settore, affiancando alla capacità di analisi dell’Osservatorio un supporto concreto allo sviluppo dei progetti. Con un radicamento iniziale in Italia, la divisione ha già avviato operazioni nei principali mercati calcistici europei – tra cui Spagna, Regno Unito, Francia e Portogallo – confermando il ruolo di Banca Ifis come partner finanziario di riferimento per lo sport system anche in chiave internazionale.
Attraverso l’integrazione tra ricerca, infrastrutture e strumenti
finanziari, Banca Ifis contribuisce così a accelerare l’evoluzione del settore sportivo, trasformando lo sviluppo degli stadi in una leva concreta di crescita economica, innovazione e valorizzazione dei territori.