La lotta a delinquenti e malintenzionati che vogliono sottrarre il denaro altrui si fa sempre più serrata. Una delle ultime e più moderne tecniche per truffare i malcapitati si annida nell’operazione di prelievo dai comuni bancomat con le banconote che non escono nonostante il processo vada a buon fine.
Cosa succede
L’utente, ignaro, si reca presso uno sportello bancomat, introduce la carta, digita il pin e prova a prelevare il denaro necessario. La brutta sorpresa, però, è in agguato: dall’apposita fessura non esce nemmeno un euro. Come è possibile? Eppure, apparentemente, tutto è andato a buon fine.
Cos’è il cash trapping
La tecnica si chiama “cash trapping”, letteralmente “intrappolamento del denaro”. Dalle parti di Roma, a Cesano, le forze dell’ordine hanno arrestato un uomo di 49 anni mentre provava a rubare 50 euro con questa tecnica. In pratica viene inserita una sorta di linguetta, una barra adesiva, che blocca il denaro in uscita dal bancomat. In questo modo i soldi rimangono bloccati, l’utente dopo un po’ va via immaginando che la transazione non sia andata a buon fine e i malintenzionati, appostati, poco dopo recuperano i soldi.
Come difendersi
Sono principalmente due le regole da osservare: prima di effettuare un prelievo, accertarsi che nella fessura da dove escono materialmente i soldi non ci siano strani dispositivi o qualcosa di anomalo, che in quel caso va rimosso. Se, invece, si dovesse verificare il caso del cash trapping, ovvero della mancata erogazione dei soldi, è bene rimanere accanto allo sportello e contattare immediatamente l’assistenza della banca.
Questa tecnica è in uso da più parti nel mondo, come nel caso degli Stati Uniti con alcune segnalazioni soprattutto in California. “Se qualcosa non vi convince, utilizzate un altro sportello automatico e segnalatelo immediatamente alla banca o all’attività commerciale”, ha dichiarato il dipartimento di San Marino, Los Angeles. “Vi preghiamo di rimanere vigili e di adottare le misure necessarie per proteggervi”.
