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Esenzione bollo auto, occhio a questi dettagli: le regole d’oro per evitare brutte sorprese

Requisiti, automatismi e norme poco note: ecco cosa c’è da sapere per non rischiare di perdere il beneficio

Bollo auto

È diventato operativo lo scorso 18 settembre il provvedimento che introduce lo stop al bollo auto per il 2027, una misura di alleggerimento fiscale rivolta a una specifica platea di automobilisti e motociclisti.

La sospensione del tributo regionale riguarda i veicoli a benzina, diesel e a propulsione ibrida che non superino gli 80 kW di potenza, oltre alla totalità delle moto e dei ciclomotori. Trattandosi di un beneficio strettamente personale, ciascun contribuente potrà usufruirne per una sola vettura o motociclo. Per accedere al beneficio bisogna ovviamente passare attraverso una serie di criteri stringenti e controlli incrociati che rischiano, nel caso in cui si agisca con superficialità o scarsa attenzione, di far perdere il diritto all’esenzione. Ecco alcuni dei punti critici a cui prestare particolare attenzione per scongiurare il rischio di brutte sorprese.

Da tenere a mente c’è innanzitutto il limite di potenza del mezzo necessario per accedere, espresso in chilowatt e non in cavalli.. Il tetto massimo stabilito dalla norma è di 80 kW, che equivalgono a circa 108,8 CV (spesso arrotondati a 109 CV). Per non rischiare di incorrere in un errore madornale è consigliabile verificare con precisione il valore esatto riportato al campo P.2 della carta di circolazione: un’omologazione pari anche solo a 80,1 o 80,5 kW fa decadere istantaneamente il diritto al taglio del bollo, a prescindere dalla cilindrata del motore.

Occhio anche all’intestazione dei veicoli. La misura si applica su base individuale e non per nucleo familiare: ciò significa che se due coniugi possiedono un’auto ciascuno, entrambi potranno azzerare la tassa automobilistica sui rispettivi mezzi. Al contrario, se un singolo cittadino risulta proprietario di più veicoli a lui intestati, l’agevolazione verrà accordata esclusivamente su uno di essi.

L’assegnazione dell’esenzione non è a discrezione del cittadino, meglio ribadire anche questo concetto: non è l’automobilista, quindi, a decidere quale mezzo esentare dal pagamento. L’algoritmo di calcolo dell’Agenzia delle Entrate e dei tributi regionali assegnerà la gratuità in automatico al veicolo di potenza inferiore. Nel caso in cui si posseggano veicoli di pari chilowattaggio, anche se si parla di ciclomotori, il criterio di scelta premia il mezzo con la tariffa d’imposta base più contenuta,

Non è possibile cumulare il beneficio applicandolo contemporaneamente a un’automobile e a un motociclo, attenzione anche a questo dettaglio. L’esenzione sui mezzi a due ruote ha carattere residuale: si attiva per le moto soltanto laddove il contribuente non sia già titolare del taglio della tassa su una vettura. Chi possiede un’auto sotto la soglia degli 80 kW ne usufruirà su quest’ultima, mentre chi guida un’auto di potenza superiore e un ciclomotore potrà applicare lo sconto sul veicolo a due ruote.

Altro requisito per accedere alla misura è risultare in regola con l’Rc Auto. Circolare con la polizza scaduta, lasciare l’auto ferma in garage non coperta o con la polizza temporaneamente sospesa rischia di compromettere il diritto al beneficio.

Occhio alle tempistiche, specie per quanto concerne le domiciliazioni. Con l’entrata in vigore del decreto prende il via l’iter parlamentare che porterà alla conversione in legge entro 60 giorni. In questa fase transitoria, gli esperti consigliano cautela prima di cancellare l’addebito diretto sul conto corrente: i sistemi informatici delle Regioni e dell’ACI incroceranno i dati dei libretti per bloccare i prelievi non dovuti, per cui revocare precipitosamente i rid potrebbe causare disguidi burocratici rischiosi.

Ovviamente, è bene ribadirlo, l’esenzione è per il 2027, per cui ogni scadenza inerente il 2026 va saldata per tempo. E per il 2028? Al momento non esiste alcun automatismo, nonostante che la volontà politica sia quella di trasformare il taglio del bollo in una misura strutturale, per cui ad ora all’orizzonte non esiste possibilità di rinnovo automatico dell’esenzione per ulteriori 12 mesi.

Un occhio di riguardo va data infine alla distinzione tra parco auto privato e flotte aziendali: il perimetro dell’agevolazione è delimitato esclusivamente alle persone fisiche, escludendo le persone giuridiche e le aziende dal taglio del tributo. Attenzione però ai dettagli contrattuali: le vetture in leasing o a noleggio a lungo termine possono accedere alla gratuità, a patto che il firmatario dell’atto e soggetto passivo del bollo registrato al PRA sia una persona fisica.

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