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Errori nella dichiarazione dei redditi, lo spauracchio delle lettere del Fisco: cosa può accadere e come procedere

Il rischio, non chiarendo la propria posizione, è quello di finire nel vortice degli accertamenti

Pixabay
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Compilare la dichiarazione dei redditi, soprattutto nel caso in cui non si abbia a che fare con la precompilata, può comportare talvolta il rischio di commettere degli errori, tra omissioni e detrazioni non corrette.

Nel caso in cui il contribuente non si renda conto del problema dopo l'invio del 730 e queste irregolarità siano a suo sfavore, per cui qualora emergano delle discrepanze tra i dati comunicati e quelli in possesso del Fisco grazie ai controlli incrociati, si può diventare destinatari di una lettera di compliance, un invito bonario da parte dell'amministrazione tributaria a mettere in regola la propria posizione. Solo per l'anno scorso si parla di circa 200mila lettere pronte a partire a causa di errori nelle dichiarazioni: una piccola parte delle oltre 2,4 milioni programmate per il 2026.

Prima di procedere con l'iscrizione a ruolo e la relativa notifica della cartella di pagamento, qualora da tali verifiche risultino imposte non versate, il cittadino riceve quindi un avviso bonario nel quale vengono dettagliate le maggiori somme dovute, comprensive di sanzioni e interessi. Non sempre, tuttavia, l'errore è commesso dal contribuente, al quale resta la possibilità di far valere le proprie ragioni inviando una contestazione alla quale va allegata tutta la documentazione disponibile.

Le comunicazioni di irregolarità, come indicato dall'AdE, sono inviate con raccomandata A/R, al domicilio fiscale del contribuente che ha presentato la dichiarazione, tramite posta elettronica certificata (Pec), all’indirizzo risultante dall’Indice Nazionale degli Indirizzi di Posta Elettronica Certificata (INI-PEC) o attraverso il canale Entratel all’intermediario che ha inviato in via telematica la dichiarazione.

A partire dal 2024 è a disposizione dei contribuenti un servizio web di verifica degli esiti consultabile nella sezione “L’Agenzia scrive” del “Cassetto fiscale”, ovviamente dopo che il documento è a disposizione e ciò viene notificato nell’area riservata del destinatario e sull’App IO. Peraltro, dalla medesima area il cittadino può scegliere se versare le somme a debito in un'unica soluzione indicando il proprio Iban oppure richiedere assistenza mediante CIVIS. Di certo la prima cosa da fare è non ignorare la segnalazione e rispettare i tempi indicati, dato che si rischia di perdere il diritto al ravvedimento operoso (pagando sanzioni ridotte) e di far scattare un accertamento formale con l'applicazione di sanzioni piene.

Riconoscimento dell’errore

Se si riconosce la fondatezza delle contestazioni, è possibile pagare l'imposta corretta comprensiva di interessi e di sanzione ridotta, con le seguenti tempistiche.

Per regolarizzare gli esiti dei controlli automatici e beneficiare della sanzione ridotta (pari a 1/3 di quella ordinaria), insieme al pagamento dell'imposta e degli interessi, è necessario rispettare la scadenza dei 60 giorni dal ricevimento della prima comunicazione o di quella definitiva se le somme a debito sono state ricalcolate in autotutela (se si parla di comunicazioni elaborate dal 1° gennaio 2025, altrimenti il limite è quello dei 30 giorni), oppure quella dei 90 giorni dalla trasmissione dell'avviso, esclusivamente se questo è stato notificato in via telematica all'intermediario che ha inviato la dichiarazione.

La regolarizzazione delle comunicazioni relative ai controlli formali va effettuata entro 60 giorni dal ricevimento della prima comunicazione, con il pagamento dell’imposta dovuta, dei relativi interessi e della sanzione ridotta a 2/3 di quella ordinaria. Questa stessa riduzione si applica anche se l'ufficio ridetermina l'importo dopo una segnalazione tempestiva di dati errati da parte del contribuente: per usufruire della riduzione della sanzione, il pagamento residuo deve avvenire comunque entro i 60 dal ricevimento della prima comunicazione.

Contestazione della segnalazione

Nel caso in cui il cittadino sia certo che siano stati commessi degli errori a suo danno, può agire in diversi modi a seconda che si tratti di un accertamento automatico o formale.

Se si riceve una comunicazione a seguito di un controllo automatico è possibile richiedere assistenza contattando un ufficio territoriale dell'AdE e portare con sé la documentazione comprovante l'errata segnalazione ai suoi danni. In caso di errore la posizione viene archiviata, se si tratta di una rettifica parziale della comunicazione, invece, il termine per usufruire della riduzione della sanzione decorre dalla data di comunicazione della correzione da parte degli operatori: il contribuente riceve un nuovo modello di pagamento con l’indicazione dell’importo rettificato. È possibile anche contattare le Sezioni di assistenza multicanale, telefonando ai numeri 800.90.96.96 (da telefono fisso - numero verde gratuito) o 0697617689 (da telefono cellulare).

Il cittadino può provvedere autonomamente, o attraverso intermediario, tramite CIVIS, dopo essersi autenticato con SPID, CIE o CNS sul portale dell'AdE: si deve selezionare la voce “Servizi” e scrivere “Civis” nel campo “Cerca il servizio”, quindi raggiungere “Assistenza comunicazioni e cartelle”. Il servizio è presente anche all’interno della sezione “L’Agenzia scrive” del “Cassetto fiscale”, dopo aver selezionato la comunicazione interessata. Per inviare la documentazione comprovante l'errore bisogna cliccare su “Consegna documenti e istanze”, disponibile nella sezione “Suggerimenti” dell’area riservata.

In caso di controllo formale l'alternativa CIVIS resta a disposizione del cittadino, che dopo il login e l'accesso all'area deve selezionare la voce “Assistenza per controllo formale” e seguire la guida operativa online che descrive passo dopo passo il percorso da seguire.

Si può procedere anche prenotando un appuntamento con l'ufficio territoriale dell'AdE: in caso di revisione parziale della comunicazione, il contribuente

riceverà un nuovo modello di pagamento con l’indicazione delle somme da versare ricalcolate e potrà usufruire della riduzione della sanzione effettuando il versamento entro 60 giorni dal ricevimento della prima comunicazione.

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