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Cittadini

Famiglie più indebitate. Ma l’Italia è un modello

Il credito al consumo salito del 62% in nove anni. La situazione in Europa e negli Usa è molto peggiore. Il segreto sta anche nella proprietà della casa

La mossa di Equitalia: così spierà i conti correnti

Le famiglie italiane vedono aumentare il loro debito, trend che potrebbe consolidarsi in una fase di rincari e costi della benzina alle stelle. Ma rimangono un esempio virtuoso in Europa, lontane dai livelli di indebitamento sensibilmente maggiori delle famiglie americane. Il centro studi della Cgia di Mestre ha fotografato il fenomeno: lo scorso anno il credito al consumo si è attestato a 178 miliardi di euro, un incremento del 62% in nove anni. L’esposizione media per famiglia è di 6.657 euro.

Tra i fattori che hanno sostenuto la crescita, Bankitalia segnala il maggiore ricorso ai finanziamenti per comprare automobili, i cui prezzi sono aumentati del 21,4% tra il 2015 e il 2025. Ci sono però anche altri fenomeni concomitanti, come la diffusione del Buy Now Pay Later, il pagamento in mini rate anche per acquisti di piccolo importo: nel 2025, in Italia dichiarava di utilizzarlo quasi una famiglia su tre, anche se due terzi degli utilizzatori vi ricorrevano solo occasionalmente.

Queste formule rendono più semplice dilazionare le spese, ma i dati disponibili non permettono di quantificare il loro contributo all’aumento del credito al consumo rilevato dalla Cgia. Passando al debito complessivo, mutui compresi, la situazione italiana resta comunque caratterizzata da un’esposizione inferiore a quella europea e americana. Basti pensare che la Banca d’Italia spiega che l’indebitamento delle famiglie rimane piuttosto contenuto, con gli importi presi a prestito che a fine 2025 sono pari al 55,8% del reddito disponibile: oltre 25 punti percentuali in meno dell’area dell’euro, il cui dato si riferisce a settembre. Un’esposizione contenuta rappresenta un elemento di resistenza agli choc, nonostante spesso si sottolineino soprattutto i salari bassi rispetto a quelli di altri Paesi sviluppati. Del resto, afferma Eurostat, in Italia quasi il 76% della popolazione vive in una casa di proprietà. In Germania, invece, è più diffuso l’affitto e solo il 47% delle persone vive in una casa di proprietà. Tra i proprietari rientra anche chi sta ancora pagando il mutuo.

Ancora più eloquente il confronto con gli Stati Uniti, dove il ricorso al debito ha un peso maggiore nei bilanci familiari. Per le famiglie americane i debiti finanziari valgono circa il 90% del reddito disponibile. Lì, del resto, si può fare confidenza con l’indebitamento fin dai tempi dell’università. Per frequentare gli atenei molti ricorrono ai prestiti studenteschi, con l’impegno a rimborsarli grazie ai redditi futuri. I debitori includono anche genitori e persone che non hanno completato gli studi. Per molti, però, il rimborso diventa un problema: nel portafoglio gestito direttamente dal dipartimento dell’Istruzione Usa, su 40,5 milioni di debitori oltre 9,3 milioni, circa il 23%, risultavano in default a giugno 2026. A questi finanziamenti corrispondevano 234 miliardi di dollari di debiti residui. Tutta un’altra realtà rispetto all’Italia.

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