Avvelenate con la ricina, l'autopsia non risolve il mistero: "Impossibile stabilire come sia stato somministrato il veleno"
L'autopsia sul duplice giallo di Pietracatella stabilisce che Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita non avrebbero potuto essere salvate. Le conclusioni della perizia alleggeriscono la posizione dei cinque medici indagati, mentre le indagini proseguono per chiarire come e da chi il veleno sia stato somministrato
Le impronte del figlio sopravvissuto a Roma sulla scena del crimine
Un'impronta insanguinata di un piede scalzo e tracce di sangue sul muro dell'ingresso della palazzina di via Montiglio 35, nel quartiere romano di Casalotti. Sono i segni che, secondo i primi accertamenti, sarebbero riconducibili al figlio maggiore, unico sopravvissuto alla strage avvenuta ieri, nella quale una persona, al momento ricercata, ha ucciso a colpi di mannaia il padre, la madre e la sorellina più piccola. Tracce che sembrano raccontare il disperato tentativo del ragazzo di mettersi in salvo dalla furia omicida. Il giovane è ricoverato in prognosi riservata al Policlinico Agostino Gemelli.







