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Fisco, arriva l’F24 automatico: cosa cambia con l’Iban agganciato ai pagamenti

Nel piano 2026-2028 dell’Agenzia delle Entrate più servizi digitali, delega unica agli intermediari, precompilata rafforzata e controlli basati sull’analisi avanzata dei dati

La pagina del modello F24 alla voce Imu
La pagina del modello F24 alla voce Imu
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Il rapporto tra cittadini e fisco si prepara a un nuovo salto digitale. Nel triennio 2026-2028 l’Agenzia delle Entrate punta a rafforzare servizi online, dichiarazioni precompilate e strumenti di pagamento automatizzati. La novità più concreta riguarda la possibilità, per il contribuente, di indicare il proprio IBAN e autorizzare l’addebito diretto delle somme dovute tramite modello F24. Una svolta che promette più semplicità, ma che apre anche un tema delicato: rendere il fisco più efficiente senza trasformare l’automazione in un meccanismo percepito come invasivo.

Un fisco più digitale e “su misura”

La cornice è l’Atto di indirizzo del Ministero dell’Economia per gli obiettivi di politica fiscale 2026-2028. Il documento spinge l’Agenzia verso un modello più customer oriented, con servizi online più semplici, accessi profilati e informazioni fiscali organizzate in base alle esigenze del singolo utente. L’obiettivo dichiarato è favorire l’adempimento spontaneo, ridurre gli errori e rendere meno costoso il rapporto con l’amministrazione finanziaria.

L’IBAN agganciato all’F24

Il passaggio più rilevante riguarda i versamenti ricorrenti, rateizzati e predeterminati. In base all’articolo 17 del decreto legislativo n. 1 del 2024, il contribuente potrà autorizzare in anticipo l’addebito in conto corrente per scadenze fiscali future. In pratica, l’F24 potrebbe essere associato a un IBAN e il pagamento partire automaticamente alla data prevista. Un modello già sperimentato in alcuni ambiti, come l’imposta di successione, e che potrebbe allargarsi ad altre obbligazioni tributarie.

Meno dimenticanze, più automatismi

Il vantaggio per cittadini e imprese è evidente: meno scadenze da inseguire, meno rischio di omissioni involontarie e una gestione più ordinata dei pagamenti. Per l’Agenzia delle Entrate, invece, il beneficio riguarda la riduzione del tax gap e una maggiore prevedibilità degli incassi. Resta però centrale il tema delle garanzie: l’addebito diretto dovrà essere chiaro, revocabile e accompagnato da informazioni trasparenti sugli importi, sulle scadenze e sulle modalità di autorizzazione.

Deleghe, precompilata e controlli intelligenti

Il piano non si ferma ai pagamenti. La convenzione prevede anche il consolidamento della delega unica agli intermediari fiscali, con l’obiettivo di consentire al contribuente di autorizzare commercialisti e Caf all’uso di più servizi online con un solo modello. Parallelamente, sarà ampliato il patrimonio informativo della dichiarazione precompilata, usando dati già presenti nelle banche dati fiscali e nuovi flussi forniti da soggetti terzi.

La nuova frontiera dei controlli

Sul fronte del contrasto all’evasione, il fisco punta su strumenti di analisi avanzata: machine learning, text mining e network analysis. Tradotto: più dati, più incroci e controlli potenzialmente più mirati.

È qui che si giocherà la partita più delicata. La tecnologia può rendere l’amministrazione più efficiente, ma dovrà essere governata con criteri di proporzionalità, tutela dei dati e piena comprensibilità per il contribuente.

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