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Naspi e Dis-Coll, a giugno ripartono i bonifici: date variabili e primi accrediti con possibili arretrati

Per i percettori già in pagamento gli accrediti sono attesi nella prima metà del mese. Tempi più lunghi per le nuove domande, mentre il Fascicolo previdenziale resta il riferimento ufficiale

Naspi e Dis-Coll, a giugno ripartono i bonifici: date variabili e primi accrediti con possibili arretrati
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Giugno si apre con una nuova tornata di pagamenti per chi ha perso il lavoro e attende il sostegno economico dell’Inps. Le indennità di Naspi e Dis-Coll rappresentano due strumenti centrali di protezione del reddito, ma seguono tempistiche non uniformi. Non esiste infatti un giorno valido per tutti: ogni accredito dipende dalla storia della singola pratica, dalla data di presentazione della domanda, dalla decorrenza riconosciuta e dall’eventuale presenza di verifiche ancora aperte.

La finestra degli accrediti ordinari

Per i beneficiari già inseriti nei flussi mensili, il pagamento di giugno riguarda la mensilità di maggio 2026, perché l’indennità viene liquidata sempre con riferimento al periodo precedente. Gli accrediti dovrebbero concentrarsi nella prima metà del mese, in una finestra indicativa compresa tra il 9 e il 15 giugno. La data finale, però, può spostarsi di qualche giorno: incidono i tempi di lavorazione delle sedi Inps, i controlli amministrativi e i passaggi bancari necessari prima che la somma sia visibile sul conto corrente.

Chi attende il primo pagamento

Tempi diversi per chi ha presentato domanda da poco e ha ricevuto l’accoglimento nelle settimane precedenti. In questi casi la prima liquidazione richiede spesso una lavorazione più lunga, perché l’Inps deve calcolare l’importo spettante dalla data di decorrenza della prestazione. Il bonifico può quindi arrivare nella seconda parte del mese, spesso tra il 15 e il 25 giugno, e risultare più alto rispetto alle rate successive se comprende anche gli arretrati maturati fino alla prima erogazione.

Dis-Coll, percorso analogo per i collaboratori

La stessa logica riguarda la Dis-Coll, destinata ai collaboratori che hanno perso involontariamente l’occupazione. Anche per questa indennità il calendario non è centralizzato e identico per tutti, ma segue l’avanzamento della singola posizione. Due percettori possono quindi ricevere il pagamento in giorni diversi pur riferendosi alla stessa mensilità. A fare la differenza sono soprattutto lo stato della pratica, eventuali comunicazioni reddituali e i controlli necessari prima della disposizione del bonifico.

Il controllo passa dal Fascicolo previdenziale

Per sapere quando arriverà davvero il pagamento, il canale da consultare resta il Fascicolo previdenziale del cittadino sul portale Inps. Dopo l’accesso con Spid, Cie o Cns, bisogna entrare nella sezione dedicata alle prestazioni e poi verificare l’area pagamenti. Qui compare la data di disposizione del bonifico, cioè il giorno in cui l’Istituto invia l’ordine alla banca. Non sempre coincide con la disponibilità immediata delle somme, perché possono intervenire i normali tempi tecnici dell’istituto di credito.

Importi, durata e riduzione progressiva

L’importo della Naspi viene definito sulla base delle retribuzioni imponibili e delle settimane lavorate negli ultimi quattro anni. La cifra può quindi variare sensibilmente da beneficiario a beneficiario, in funzione della storia contributiva e salariale.

La prestazione, inoltre, non resta stabile per tutta la durata: secondo le regole Inps, dal sesto mese scatta una riduzione del 3% mensile; per chi ha almeno 55 anni alla data della domanda, il taglio parte dall’ottavo mese. Meccanismo analogo anche per la Dis-Coll.

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